Siamo giunti a metà della terza stagione di Twin Peaks, se il concetto di un punto di mezzo può essere significativo nell’universo di immagini, suoni e parole creato da Lynch… Ma con il nono episodio si è comunque giunti al giro di boa della nuova stagione, che inizia quindi la sua corsa risolutiva verso la conclusione. Difficilissimo selezionare i momenti migliori di quanto abbiamo visto finora, poiché ogni puntata contiene tanta arte, cinema e genio. Tuttavia ecco i segmenti più distintivi, così memorabili da potere essere estrapolati dal flusso di Twin Peaks 3 per diventare materia di culto.

 



Nell’ignoto - All’inizio della terza puntata Dale Cooper è fuori dalla Loggia, ma il suo viaggio verso il nostro mondo è una terrificante meraviglia dell’astrazione e dell’orrore. Vediamo Cooper precipitare tra le stelle come una scheggia impazzita per adagiarsi infine su una gigantesca struttura metallica che galleggia al buio tra le onde di un mare nero. All’interno lo attende una donna dai ciechi occhi sigillati. Saremmo nel regno del surreale se tutta la scena non fosse intrisa di un terrore strisciante e se non si percepisse una spaventosa minaccia. Poco dopo realizziamo che l’intero edificio metallico, che appariva titanico, non è che una piccola, bizzarra navicella spaziale alla deriva nello spazio. Un quarto d’ora di sublime, inquietante delirio.

 



Jackpot - Una serie di segmenti destinati a diventare di culto da subito, cominciati alla fine della terza puntata e conclusi all’inizio della quarta. Ci racconta di come Dale Cooper, ormai nel corpo di Dougie, sbanchi un casinò con una serie continua di Jackpot alle slot-machine. Una candelina fantasma compare sulle macchinette vincenti, indicandole all’uomo. Memorabile anche per l’ “Heello-ho” pronunciato con accenti inquietanti come se dall’altrove, ma senza dubbio comici, da Kyle MacLachlan dopo ogni successo.

 



Brando
- Si chiama così, Wally Brando, perché è nato lo stesso giorno del grande attore. In realtà è il figlio di Andy e Lucy. Interpretato magistralmente da Michael Cera, Wally si veste, si esprime e vive come Marlon Brando ne Il Selvaggio. Ritorna a Twin Peaks per omaggiare lo sceriffo Truman e lo fa attraverso un dialogo buffo, stralunato e a suo modo epico nella sua completa insensatezza farcita di strane allusioni.

 



Diane - Durante le prime due stagioni questa donna è restata una figura misteriosa, la segretaria dell’FBI alla quale Cooper dettava, attraverso delle registrazioni, i suoi pensieri e il racconto delle sue azioni. Durante la sesta puntata scopriamo davvero chi è, ovvero Laura Dern. Già solo l’incipit del segmento è fenomenale, con Albert sotto la pioggia che maledice Gene Kelly, il protagonista di Cantando Sotto la Pioggia, con un’imprecazione cinefila.

 



Genesi nucleare
- L’ottava puntata di Twin Peaks 3 è lo straordinario nello straordinario, quasi impossibile selezionare una scena tra le tante, spaventose e agghiaccianti. Quindi la consideriamo nella sua integrità. E’ una micidiale genesi del Male che comincia con il ferimento di Cooper Malvagio e prosegue con un’esplosione nucleare. Poi continua con una strana creatura rana-insetto che nasce da un uovo nel deserto radioattivo e introduce un perfido vecchio che chiede d’accendere ossessivamente la sua sigaretta e schiaccia i crani di malcapitati in una stazione radiofonica, recitando un’enigmatica filastrocca al microfono. La creatura rana-insetto sarà inghiottita da una ragazza. Una cronaca dell’avvento di un male incommensurabile, indecifrabile per la mente umana.