di Gabriele Acerbo
(@gabace)

 

 

Siamo tutti Jerry Horne. E’ il fratello del buon Benjamin ad aprire questa folgorante parte 7: perso in mezzo al bosco e strafatto grida al telefono: “Non so dove sono!” Quanti di voi spettatori si sono sentiti come Jerry di fronte alla misteriosa bellezza del nuovo Twin Peaks? Persi e abbandonati davanti a una trama fitta di tanti plot e subplot, con un Cooper irriconoscibile (anzi due) e orfani dei mille personaggi che avevamo tanto amato.

 

Ebbene, dopo la sfuriata di Jerry, allo scoccare della settima ora del suo film lungo 18 parti David Lynch prova a rassicurarci con un’accelerazione improvvisa degli eventi e ricollocando tutti i fatti principali nella piccola cittadina di 51.201 abitanti.

 

 

 

Se Andy sta vanamente indagando sull’ uccisione del bambino travolto dal camion guidato da Richard Horne, il vicesceriffo Hawk trova tre pagine del diario di Laura Palmer (ma Leland Palmer-Bob ne aveva strappate 4!). La ragazza descrive un sogno in cui le appare Annie Blackburn rivelandole che Dale Cooper è imprigionato nella Loggia Nera. Avevamo visto questo sogno in Fuoco cammina con me ed era una di quelle apparizioni che ci avevano fatto venire il capogiro, lo stesso che viene allo sceriffo Frank Truman quando ascolta il resoconto di Hawk: ma come diavolo fa Laura Palmer a scrivere di Cooper se i due non si conoscevano affatto? 

 

Lo stesso capogiro è quello che ha il tenente Knox, inviata per far luce sul misterioso corpo trovato decapitato a Buckorn in South Dakota, quando scopre che appartiene a un uomo di circa 50 anni e che ha le impronte digitali del maggiore Briggs. A noi invece viene il magone appena alle sue spalle appare l’uomo nero che nella parte 2 avevamo visto svanire da una cella.

 

 

 

Poi c’è Diane. Ha il volto intenso di Laura Dern che ci regala una delle sequenze più emozionanti della stagione: l’incontro in carcere tra lei e Bad Cooper, fatto solo di sguardi e poche parole, ma con un senso di minaccia persistente. La dura scorza di Diane (la sua parola d’ordine è "Fuck you!”) si sgretola quando tra le braccia di Gordon Cole tra le lacrime confessa che il Cooper visto in prigione non è il vero Cooper. Troppo tardi però: il doppelganger malvagio dell’agente speciale è riuscito a ricattare il direttore del carcere ed è fuggito via. Guardati alle spalle, Diane!

 

Altri momenti toccanti per i fan delle precedenti stagioni di Twin Peaks hanno coinvolto i due sceriffi Truman: quando Frank telefona ad Henry per avere delucidazioni sulle pagine ritrovate di Laura, un brivido ci corre per la schiena. “Fammi un favore,” lo scongiura il fratello, “sconfiggi quella cosa!” Che Lynch ci voglia regalare la morte del mitico sceriffo Henry Truman, ma fuori campo perché il suo interprete Michael Ontkean si è ritirato per sempre dalle scene?

 

 

 

 

 

Un po’ di lacrime sono scese anche quando abbiamo rivisto, collegato via Skype dalla sua pensione dorata, il redivivo Doc Hayward (Warren Frost, papà di Mark, è deceduto pochi mesi fa). A Frank Truman che gli chiede cosa sia successo 25 anni prima a Cooper dopo il suo ritorno dalla Loggia Nera, il dottore risponde ricordando il comportamento insolito dell’agente speciale. Così come era insolito trovarlo al reparto di terapia intensiva dove era ricoverata Audrey Horne in coma. Cosa avrà mai fatto il Cooper malefico alla povera Audrey?

 

E Dougie? Dopo essere stato interrogato nel suo ufficio alla Lucky 7 Insurance perché la sua auto è esplosa, viene aggredito dal nano malefico che una settimana prima aveva fatto fuori una tizia a colpi di punteruolo. E in questa sequenza, anticipata e accompagnata da un sonoro minaccioso come solo Lynch sa orchestrare, l’istinto del Cooper che tutti conoscevamo, prende il sopravvento sull’ebete Dougie. Salva la moglie e disarma il killer, incitato dall’Evoluzione del braccio che gli grida: schiacciagli la mano!

 

 

 

 

 

Ma ci sono tante altre piccole grandi cose che succedono a Twin Peaks: tra le mura dell’ufficio di Benjamin Horne al Great Northern Hotel si sente un suono misterioso. Alla Roadhouse c’è sempre un mascalzone della premiata ditta Renault a trafficare con prostitute quindicenni. Qualcuno cerca un certo Bing, ma al RR non c’è di sicuro.

 

Insomma: c’è del marcio a Twin Peaks. Sta ribollendo ed è pronto ad esplodere.