di Alessandra Venezia

Com’è iniziata quest’avventura?
- Ci è voluto molto tempo, i provini sono andati avanti per 6 mesi, ho fatto il mio primo provino con il direttore del casting, poi con il produttore, poi con un altro, un altro e alla fine con Steven Spielberg e Tom Hanks, e quello è stato il grande provino. Dopo aver fatto il provino con loro ho scoperto che avevo ottenuto la parte ed è stato il giorno più bello della mia vita. Il progetto è meraviglioso, si raccontano storie vere, Spielberg e Hanks fanno sempre progetti non solo di qualità ma della miglior qualità, la sceneggiatura era straordinaria, mio nonno ha combattuto nel Pacifico e quindi questo progetto significava tutto per me, e sono stato molto fortunato a farne parte.

Tuo nonno è ancora vivo?
- È morto mentre giravamo. Ma è stato meraviglioso, perché ha saputo che avevo ottenuto la parte, ci siamo visti quando sono tornato per Natale e gli ho raccontato la mia esperienza, e ha saputo che avrei reso onore a uomini come lui, e credo che questo gli abbia dato la chiusura di cui aveva bisogno, quindi è stato un momento perfetto per lui. Lui era di Napoli. Il mio bisnonno è venuto in nave negli Stati Uniti a 16 anni. Il suo lato della famiglia è di Napoli, e quello di mia nonna è di Genova. Sono metà italiano, mia mamma è irlandese, ma mio padre è italiano.


Cosa sapevi della seconda guerra mondiale?
- Conoscevo un po’ di più il teatro del Pacifico per mio nonno, ma abbiamo dedicato tre episodi all’isola di Peleliu e io non l’avevo mai sentita nemmeno nominare, non conoscevo altre battaglie oltre a Iwo Jima e forse Guadalcanal, quindi per me questa è stata un’esperienza educativa enorme. Penso di aver imparato molto durante le riprese.

Qual è la particolarità di Spielberg e Hanks?

- Ci riescono. Tom Hanks viene dalla recitazione, ha vinto due Oscar, sa quello che fa. Steven Spielberg ha fatto alcuni tra i migliori film di sempre – Jurassic Park è uno – ma entrambi lavorano moltissimo, hanno una grande passione e hanno a cuore quello che fanno, quindi mettendo insieme due persone così il lavoro è al più alto livello possibile, qualunque attore lo direbbe, qualunque attore vuole lavorare per questi due uomini, ed è perché lavorano davvero duramente, hanno presente il quadro completo e il più piccolo dettaglio, capiscono tutto.

Erano presenti durante le riprese?

- Abbiamo girato in Australia e loro sono le due persone più impegnate e importanti di Hollywood, quindi avevano anche altri progetti da realizzare.. Detto questo, ci sono stati per tutto il periodo dei provini e c’erano all’inizio delle riprese, appena facevamo qualcosa sapevamo che l’avrebbero mandata a loro, hanno personalmente riscritto alcune parti, ci hanno dato dei suggerimenti, decidevano loro se rigirare certe cose, quindi abbiamo sempre sentito la loro presenza, e sono stati sempre in contatto con la produzione.

Raccontami qualcosa delle scene di battaglia, d’azione..
Non abbiamo dovuto fare molto, in realtà, perché era tutto lì per noi: ogni esplosione che vedete è stata realizzata veramente. Il mio secondo giorno di riprese era lo sbarco sulla spiaggia di Peleliu, nel quinto episodio: sono saltato fuori dall’Amtrak sulla spiaggia e c’erano uomini con addosso degli esplosivi che facevano schizzare il sangue, cadevano, i carri armati sparavano sul fondo, c’erano colpi di mortaio e lontano c’erano esplosioni enormi ed era tutto lì per noi, e quando non reciti davanti a un green screen ma in un ambiente, diventa molto più facile per un attore.. non devi nemmeno concentrarti sull’essere spaventato, perché ci sei già, è molto più facile per noi.

Hai già lavorato con Spielberg, vuoi dire in che film?
- Ho interpretato Tim Murphy in Jurassic Park quando avevo 9 anni, quindi avevo già conosciuto Steven, ma come ho detto ho dovuto fare 5 provini per questa parte e lui non ha saputo nemmeno che stessi facendo i provini fino a quando non sono arrivato al provino con lui. Non lo vedevo probabilmente da 3 anni, quindi ho fatto alla vecchia maniera. Pensavo di avere un pochino di vantaggio perché sapeva chi ero, sapeva che non ero pazzo, che lavoro bene, anche se avevo 9 anni, ma allo stesso tempo avvertivo una pressione maggiore perché sentivo che se non avessi avuto la parte mi sarei chiesto qual era il problema, “Non sono più bravo? C’è qualcosa di me che adesso non gli piace? Cosa è successo?”, quindi era un’insieme di emozioni, ma è stato meraviglioso lavorare di nuovo con lui, è un uomo molto gentile e quando ho fatto quell’ultimo provino mi ha abbracciato, io mi sono rilassato ma sapevo che si trattava di lavoro e che dovevo fare le scene nel modo giusto, e poi ho dovuto farne un altro perché quella volta Tom Hanks non c’era.

Perché pensi che le serie storiche stiano diventando sempre più popolari?

- Credo che ci siano un paio di ragioni. Una è la tecnologia, che ci porta davvero in un mondo come quello della seconda guerra mondiale, oggi si può dare al pubblico la sensazione di vivere veramente quell’esperienza, ed è una cosa che solo 20 anni fa non potevamo fare in questo modo, quindi credo che con le nuove tecnologie ci sia un nuovo gusto nel raccontare queste storie. Oltre a questo, credo che siano cose senza tempo; l’esperienza di questi uomini, che sono considerati la generazione migliore, che erano umili, svolgevano il loro compito, avevano il senso del dovere, il senso dell’onore, cose molto importanti per loro, spinge chiunque a voler raccontare la loro storia, perché quello che è stato chiesto loro è enorme, letteralmente “Qui c’è un fucile, vai a salvare il mondo, ci vediamo tra quattro anni”, pensare che sono state persone normali a farlo, non combattenti di professione ma venditori d’auto, imbianchini, meccanici, queste sono le persone a cui abbiamo chiesto così tanto, e quindi credo che saranno sempre importanti.

Sei un gran parlatore.. come fai?

- È l’esperienza. Lo faccio da quando avevo 5 anni.. Una volta ero terribile nelle interviste, stavo seduto così e non volevo rispondere alle domande, volevo solo mangiare gelati, ma adesso lo apprezzo molto di più, lo capisco e mi entusiasma farlo, questo è quello che amo fare, mi appassiona molto ed è molto più divertente.