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Gioca all'impiccato di Romanzo criminale e vinci prestigiosi premi

di Paolo Nizza

Giovane, ambizioso ed elegante, vuole morire come i faraoni con tutto l’oro addosso. Ma è pure molto abile a trattare con servizi segreti e camorra. Insomma, Il Dandi è un politico del crimine e questo lo rende il candidato ideale per sostituire il Libanese, Freddo permettendo.
Ma dietro l’ego smisurato di un criminale dalla faccia d’angelo, si cela Alessandro Roja, nato a Roma nel 1978, un attore lontano anni luce dal personaggio che interpreta nella serie. Tant’è che trasformarlo nel Dandi, richiede tutta l’abilità di truccatori e parrucchieri. Tra un colpo di spazzola e un getto di Phon, Alessandro racconta cosa è cambiato nella seconda stagione di Romanzo Criminale.

“E’aumentata la posta in gioco. C’è molta attesa, ma io ho mantenuto la stessa preparazione usata  per la prima stagione. In fondo è come girare il secondo tempo di un film.
Ho continuato con la ricerca storica e ho attinto dalla cronaca italiana ma ho lavorato soprattutto sulle sceneggiature che sono davvero ottime."

“Hai sempre voluto fare l’attore?
Sì, anche se mascheravo la mia intenzione. Magari dicevo che volevo fare avvocato e pronunciare le arringhe al foro. Poi, invece ho messo le carte in tavola e ho iniziato a recitare.”

Come si fa a passare dal Dandi a un personaggio comico come quello che interpreti in Tutto l’amore del mondo?

“Bisogna per forza passare da un ruolo all’altro, senza fossilizzarsi su un cliché. Per esempio Sono contento che nessuno abbia trovato similitudini tra il Dandi e il fattorino dell'hotel Metropole che ho interpretato nella fiction “Neve Sporca”.
Non mi interessano molto i complimenti preferisco che nessuno trovi somiglianze tra i personaggi che interpreto. Questo è il gioco che piace giocare a me.Faccio l’attore perché è una cosa che mi diverte e mi diverte soprattutto cambiare ogni volta la focale delle cose che faccio”.

Hai un modello a cui ti ispiri?

“No, non voglio essere paragonato a nessuno. La formula che mi diverte è questa: più che italiano vorrei essere considerato un attore europeo. Mi piacerrebbe riuscire a fare quello che hanno fatto Javier Bardem, Christoph Waltz, o Romain Duris”.

Tu sei romano. Quanto c’è di Roma in Romanzo Criminale?
Moltissimo. In realtà Roma è la vera protagonista della serie.Personalmente sono legatissimo alla città. Ne conosco i vizi e le virtù. So le cose che ti dà e quelle che ti toglie. E’una città che sa essere soporifera e sorniona. Per questo ti stimola ad uscire, ad andare via. Tanto sai che puoi tornare. Torni sempre nel posto dove sei nato

So che non vuoi anticipare nulla, ma c’è una frase della seconda stagione che riassume la filosofa del Dandi?

E’ difficile. Però trovo che una delle più significative sia quando mostrando a un ospite i quadri che ha acquistato  il Dandi dice:  “Ma secondo te, me appendevo un falso in casa? In queste parole c’è tutto il delirio di onnipotenza del gangster che si crede un esperto d’arte.