La serie targata HBO con James Franco e Maggie Gyllenhaal è attualmente in onda negli Stati Uniti, mentre in Italia arriverà il 24 ottobre, in prima tv su Sky Atlantic alle 21.15. In attesa di scoprire i personaggi che popolano la 42ma strada a Manhattan (soprannominata per l’appunto “the deuce”), andiamo a scoprire le recensioni delle maggiori testate di intrattenimento americane, che, insieme agli spettatori, sembrano aver apprezzato molto quanto visto finora (ndr, attualmente The Deuce su Metacritic ha un rating di 86, un numero assolutamente di tutto rispetto).

 

 

 

 

E' una narrazione spumeggiante, commovente, brutale, e ricca di mistero umano. E' quel tipo di racconto che ti fa venire voglia di averne sempre di più. Un lavoro formidabile.

 

 

 

 

Visivamente The Deuce è entusiasmante, e quello non è che l'inizio. Come per The Wire e Treme, ci viene presentato un folto gruppo di personaggi di diverse culture e provenienze, personaggi scritti in modo preciso e specifico e interpretati in modo accorto. E come per The Wire e Treme, le loro storie si intrecciano lentamente, fino a formare una tela dove si muovono americani ai mergini del sistema economico.

 

 

 

 

The Deuce è un resoconto avvincente e rilevante dell'evoluzione disumanizzante della prostituzione e dello sdoganamento dell'intrattenimento per adulti.

 

 

 

 

David Simon e il suo collega, lo scrittore George Pelecanos, insieme ad autori come Megan Abbott hanno dato vita a uno show decisamente diverso da tutto il resto. Sotto molti aspetti, The Deuce è un classico di David Simon.

 

 

 

 

Brulicante di situazioni tragicomiche di vita e puzzolente di disperazione, pericolo e declino morale, la serie si prende il suo tempo nella costruzione della storia, una pratica comunque al giorno d'oggi per certe narrazioni televisive seriali di un certo tipo. Alla fine delle prime otto ore, però, dopo che la pornografia viene depenalizzata e si trasforma ufficialmente in business, sicuramente viene voglia di scoprire cosa succederà più avanti.

 

 

 

 

E' recitao, scritto e girato in modo impeccabile, e poco importa quanto "una serie sull'industria nascente del porno degli anni 70 con due James Franco" possa suonare ridicolo: non solo l'idea di partenza è stata realizzata nel modo migliore, ma anche in quello più ragionato. E' lo show migliore di questo autunno.

 

 

 

 

La chiave del successo di The Deuce è la scrittura. Alcuni tropi della narrazione e alcuni cliché sono disseminati qua e là, ma Simon e il suo collega dei tempi di The Wire George Pelecanos trovano il modo per guardare più a fondo e per svelare ciò che di vero c'è sotto.

 

 

 

 

C'è un sacco di storytelling in The Deuce-tra cast fisso e cast ricorrente ci sono quasi 40 personaggi, e ci vuole un po' per prendere il ritmo con le loro vite. Ma una volta che si riesce, si entra in un mondo affascinante: si parla di una certa epoca, ma non in modo nostalgico, si parla di vita vissuta, ma non in modo superficiale. Forse ci sono troppi elementi in gioco, ma tutti questi elementi sono comunque una gioia per gli occhi.

 

 

 

 

Ciò che rende The Deuce così buono, in realtà, sono gli scambi di battute, i dialoghi, la verità che c'è in essi, allo stesso tempo coraggiosi e vulnerabili. Riesce a a catturare queste ambientazioni in modo straordinario, dalle sigarette ai diner, dai clacson delle macchine al fruscio dei giornali buttati per terra. Un'altra cosa importante per una serie ambientata in un determinato periodo storico: niente sembra forzato, o messo lì per "educare", o per ammiccare.

 

 

 

 

Simon e Pelecanos hanno appena messo in moto la macchina che risponde al nome di The Deuce in questi primi 8 episodi. Come apertura, la prima stagione ha una certa sostanza, è provocante e divertente. E' un viaggio attraverso un certo tipo di inferno, ma non vedo l'ora di tornarci.

 

 

 

ALLA SCOPERTA DELLA NEW YORK ANNI 70 DI THE DEUCE