di Helena Antonelli

 

 

Un viaggio nei più remoti angoli del mondo, alla ricerca, alla scoperta. James è un ragazzo apparentemente perfetto, ma costretto a combattere contro la depressione. Dopo aver preso psicofarmaci di ogni genere, e dopo essersi sottoposto all’elettroschock, James decide di provare un’ultima strada: partire alla ricerca di uno sciamano, in Perù, in grado di liberarlo dal suo malessere. 

 

Luca Argentero, ospite a Fuoricinema 2017, ci ha parlato del film L’ultimo sciamano, in onda su Sky Atlantic domenica 24 settembre alle 21.15 all'interno del ciclo Il Racconto del Reale.
Il documentario, che narra il processo di guarigione intrapreso da James, rappresenta il lavoro e le energie di cinque anni dell’ex modello Raz Degan, che ne ha curato sia la regia che la scrittura. Al suo fianco, nelle vesti di produttore esecutivo, Luca Argentero.

 

“C’è una magia da assaporare nel film. Non vi darà alcuna risposta questo documentario, ma spero vi faccia porre delle domande su voi stessi”.

 


Com’è stare dietro la telecamera?

Ci sono pro e contro. In realtà la mia attività di produzione si è conclusa con questo film. L’ultimo sciamano è il canto del cigno della piccola Inside.

 

Come giudica questa esperienza come produttore esecutivo?
È stata veramente un grande avventura. Ad un certo punto abbiamo perso di vista i costi e le spese ed è lì che è scattata l’avventura umana di due amici che si sono conosciuti attraverso un film. Non ci siamo chiesti più se valeva o meno farlo. Noi lo dovevamo fare punto.

 

Cosa vi ha spinto?
Ci ha mosso l’avventura. Produrre un documentario non è come produrre un film, vivi e filmi le cose come vengono.

 

Quindi meglio fare l’attore.
Ti vengono a prendere al mattino ti riportano alla sera, ti danno il cestino del pranzo. Da attore è tutto più semplice. Il lavoro del produttore esecutivo è più complicato. Ci sono molte responsabilità dietro la costruzione di un film.

 

Che coppia è Degan-Argentero?
Una coppia di pazzi. Una coppia di amici che si sono innamorati dello stesso progetto. La nostra amicizia in realtà è esplosa grazie a questo film. Abbiamo imparato a conoscerci ed ora siamo molto amici al di fuori del lavoro.

 

Altri progetti insieme?
Questo documentario ci ha legato. Non servirà necessariamente un altro film per continuare a restare amici. In una società che va sempre più veloce, trovare a quarant’anni un buon amico è già un regalo di per sé.

 

E nel suo di futuro cosa c’è?
Tra poco uscirà una nuova serie poi un piccolo film, ma si dovrà attendere la prossima stagione. Cose nuove ce ne sono sempre in cantiere.