Rabbia, frustrazione, impotenza, malinconia, tristezza, angoscia, e quintali di rabbia: Nora Durst di The Leftovers – ottimamente interpretata dalla bravissima Carrie Coon, che quest’anno abbiamo apprezzato anche in Fargo 3 – è forse il personaggio più emotivo della serie, nonostante il velo, o meglio, la coperta di cinismo con cui ama proteggersi. Il problema, però, è che tra queste emozioni ne manca una fondamentale: la felicità. Inutile negarlo: se Nora avesse un secondo nome, questo sarebbe “Mai una gioia”, e se non ci credete, ecco una carrellata di gif che confermano quanto scritto sopra.

 

Vogliamo parlare di quando pagava altra gente per farsi sparare addosso perché era così disperata e aveva così bisogno di concentrarsi sul dolore fisico per sentirsi viva, perché dentro si sentiva completamente svuotata?

 

 

 

 

 

E vogliamo parlare di questa scena? Non vi si sono attorcigliate le budella dal dolore mentre guardavate la povera Nora, costretta a rivivere il trauma di quella maledetta mattina?

 

 

 

Così arrabbiata, così furente, così non intenzionata a lasciar correre. Ve la ricordate quando ha “innaffiato” Meg e un’altra colpevole sopravvissuta perché ne aveva veramente le scatole piene di vedersele sul marciapiede di fronte a casa?

 

 

 

E il flashback in cui ci viene mostrato il momento in cui sono spariti suo marito e i suoi due figli?

 

 

 

Nella terza stagione poi c’è la scena in cui Kevin la lascia in albergo dopo averle sbattuto in faccia delle verità alquanto scomode, e anche qui TRISTEZZA COME SE PIOVESSE:

 

 

 

 

So full of rage, così piena di rabbia e frustrazione:

 

 

 

So full of desperation, così piena di disperazione: non siete scoppiati a piangere anche voi durante questa scena? Non dite di no perché tanto non vi crediamo!

 

 

 

 

 

 

Gliene sono successe così tante che anche dopo il salto temporale Nora è ancora inca**atissima!

 

 

 

Nonostante tutto questo, Nora è comunque un personaggio che non si è mai arreso, che non ha mai permesso al dolore e alla disperazione di avere la meglio sulla sua vita, e infatti, anche a detta degli stessi Lindelof e Perrotta, è proprio lei la protagonista tecnica della terza e ultima stagione. Non a caso la serie si chiude con un episodio (splendido) quasi interamente dedicato al personaggio di Carrie Coon. Grazie Nora, grazie Carrie, grazie The Leftovers, per averci scaricato addosso vagonate di angoscia e disperazione. Ma anche per averci fatto intuire che, proprio come dice il famoso detto, “La speranza è l’ultima a morire”.

 

 

 

O, in questo caso, a sparire.

 

 

 

 

 

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