Lunedì 8 maggio alle 21.15 sul canale 110 arriverà la terza stagione di Fargo, e cosa c’è di meglio della maratona della seconda stagione per rientrare nel mood della serie? Tra Minnesota e Nord Dakota, tra pantaloni a zampa e strane visite aliene, l’appuntamento è per domenica 7 maggio a partire dalle 9.40. Poi, a partire dalle 18.45, sarà invece la volta dei cinque episodi della settima e ultima settimana di terapia della stagione finale di In Treatment: scopri di più.

 

 

 

Maratona Fargo, stagione 2

Quando: domenica 7 maggio a partire dalle ore 09.40

 

Questa è una storia vera. Come richiesto da chi è sopravvissuto, i nomi sono stati modificati. Per rispetto verso le vittime, il resto è stato raccontato esattamente come è accaduto.

 

Luverne, Minnesota, 1979. Durante una notte buia ma non tempestosa, Peggy Blumquist (Kirsten Dunst), un’insoddisfatta e frustrata estetista con sogni di gloria e di realizzazione totale, investe Rye Gerhardt (Kieran Culkin), il più giovane (e imbranato) dei fratelli Gerhardt, la famiglia criminale che governa il North Dakota, che si trova a Luverne per sistemare una faccenda urgente. Peggy, però, va in panico, e alla fine toccherà a suo marito Ed (Jesse Plemons), che nella vita sogna soltanto di acquistare la macelleria dove lavora come assistente e di avere dei figli, insabbiare il misfatto. Peccato che i Gerhardt siano degli ossi duri, così duri che la mafia di Kansas City ha deciso di farli fuori, prima con le buone, “rilevando la loro attività”, e poi con le cattive.

 

Morto chiama morto, scomparso chiama scomparso, e alla fine a indagare sui fatti che danno il via agli eventi raccontati nella season 2 viene chiamato niente meno che Lou Solverson (Patrick Wilson), che nel 1979 è un aitante agente della polizia di Stato (provate voi a mantenere intatto il vostro charme con quella divisa!) reduce dal Vietnam. Al suo fianco ci sono la moglie Betsy (Cristin Milioti), la figlioletta Molly (Raven Stewart) e il suocero Hank Larsson (Ted Danson), sceriffo della Contea di Rock.

 

Completano il ricco cast – qui trovate la gallery con le descrizioni dei personaggi – Jean Smart (Floyd Gerhardt), Jeffrey Donovan (Dodd Gerhardt), Rachel Keller (Simone Gerhardt), Angus Sampson (Bear Gerhardt), Nick Offerman (Karl Weathers), Brad Garrett (Joe Bulo), Bokeem Woodbine (Mike Milligan), Keir O'Donnell (Ben Schmidt), Zahn McClarnon (Ohanzee Dent), Michael Hogan (Otto Gerhardt), Elizabeth Marvel (Constance Heck), Allan Dobrescu (Charlie Gerhardt), Brad e Todd Mann (i fratelli Gale e Wayne Kitchen).

 

 

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Maratona In Treatment 3, Settimana 7

Quando: domenica 7 maggio a partire dalle 18.45

 

Settima e ultima (più o meno) settimana di terapia per il Dr. Mari e i suoi pazienti. E’ tempo di saluti, alcuni voluti alcuni subiti, è tempo di chiudere alcune situazioni e di voltare pagina. E’ anche però, soprattutto, tempo di fermarsi a riflettere, specialmente per Giovanni.

 

La settimana si apre come al solito con Rita, che si è effettivamente trasferita a casa della sorella morente. Durante un attacco, Rita, in preda a un vortice di emozioni, ha chiamato l’ambulanza, e ora Patrizia è in ospedale, attaccata alle macchine contro il suo volere. La donna, infatti, ha lasciato dietro di sé un testamento biologico, e Rita ha scoperto con enorme stupore di esserne la custode. Perché proprio a lei una responsabilità così grossa e pesante? “Perché Patrizia le vuole bene e si fida di lei”, le dice il Dr. Mari. Riuscirà il personaggio di Margherita Buy a riconciliarsi con la figlia, con la sorella, e soprattutto con se stessa e con il senso di colpa? Riuscirà a superare la perdita e la paura di restare sola? Giovanni non ha dubbi: il rapporto con Isabella può essere recuperato, e ci sono ancora altre sedute per affrontare tutte le altre cose che sono emerse finora. Noi non le vedremo, ma ci saranno. Intanto, Rita inforca gli occhiali da sole, e se ne va chiudendo il portone dietro di sé…

 

Dopo lo scombussolamento delle ultime settimane, in quest’ultima seduta troviamo un Padre Riccardo più sereno. E’ tornato a indossare la sua “divisa” da prete, e dopo aver ringraziato sentitamente Giovanni gli comunica che partirà per andare in missione in India. Padre Riccardo ha confessato tutto a Padre Carlo, e ora si sente leggero, pronto a partire e ad allontanarsi da tutto e da tutti almeno per un anno. Giovanni gli suggerisce che forse questo non è il momento giusto per interrompere la terapia, ma il giovane sacerdote è fermo sulla sua decisione. Confessa, però, di essere andato alla ricerca di Sofia, e di averla trovata. Il bisogno di avere risposte è evidente, ma allo stesso tempo Padre Riccardo è intenzionato a partire. Prima di andarsene, però, trova il modo di lasciare un ricordo al Dr. Mari: il suo rosario.

 

Luca si presenta insieme al padre. La settimana scorsa alla fine ha preso il treno per Milano senza avere il biglietto, ed è stato fermato prima di arrivare a destinazione. E’ andato Roberto a riprenderlo, e durante il viaggio di ritorno finalmente c’è stato un dialogo. Hanno parlato soprattutto di Marisa, ma anche del momento effettivo dell’adozione, e ora Luca, rinvigorito da questo nuovo legame col padre, ha deciso di lasciare la terapia. Mari ovviamente non è d’accordo, cerca di fargli capire che vedere lui non significa tradire il genitore, ma Luca ormai ha deciso. Andrà a lavorare insieme a Roberto. Prima che se ne vada, Giovanni tenta di restituirgli le sue due lettere, ma il ragazzo non le vuole: vuole solo chiudere col passato. Lo sguardo che però rivolge alla finestra del Dr. Mari, che lo osserva dall’alto, comunica qualcosa di molto diverso…

 

Anche Bianca si presenta in compagnia. Con lei c’è Claudio. E’ evidente che la donna vorrebbe che fosse il Dr. Mari a raccontare tutto al marito e a comunicare al posto suo la sua decisione, ma Giovanni non ci sta, non cade nella trappola. Bianca cerca di rimangiarsi tutto, vorrebbe andarsene, tanto “a parlare si incasinano solo le cose”, ma alla fine parla. E’ così che un disorientato Claudio viene a scoprire dell’intenzione della moglie di allontanarsi (definitivamente?) da lui. “Non ce la faccio più a sta’ così”, scoppia a un certo punto Bianca, il suo disagio è evidente, è chiaro che non ha nulla sotto controllo. Ecco il motivo delle bugie, ecco il bisogno delle bugie. “Io non so niente Clà, so solo che me devo mette a posto, da sola”. Mari non ha soluzioni magiche, non ha risposte: può solo osservare, ascoltare, ed esserci per lei.

 

Anche Giovanni ha deciso di interrompere la terapia. Racconta ad Adele quanto successo con Luca e Bianca. Il personaggio di Giovanna Mezzogiorno colpisce i punti giusti: il parallelismo con le azioni di Bianca, la sensazione di immobilità, il cercare una scusa (la malattia) per poter chiudere per sempre con la terapia. Perché alla fine è questo che Mari ammette, anche se dopo averci girato attorno: se dovesse scegliere oggi, sceglierebbe di smettere di esercitare. La fantasia di poter avere qualcosa di più con Adele è ancora presente, ed è ancora forte, ma lei non esce (quasi) mai di strada. Per Giovanni è dura aderire ancora all’artificio della loro situazione, inoltre c’è la sensazione, fortissima, che nonostante sia incinta Adele non sia impegnata con nessuno. “Non è forse arrivato il momento di confrontarmi con la realtà piuttosto che con tutta questa narrazione, con tutte queste regole?” le chiede e si chiede il Dr. Mari, e alla fine la sua decisione sarà proprio quella. Non tornerà più in quello studio, non prenderà altri pazienti, e pian piano chiuderà anche con quelli attualmente in cura da lui. Adele gli consiglia di ripensarci, di non interrompere la terapia proprio ora (ah, l’ironia!), ma Giovanni ormai ha deciso: per lui questo è un addio. A lei, alla psicoanalisi, e agli spettatori.

 

 

 

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