Sul canale 110 è tempo di tornare al freddo e al gelo con Lorne Malvo e Lester Nygaard, i protagonisti del primo capitolo di Fargo. In attesa della terza stagione, su Sky Atlantica domenica 30 aprile a partire dalle 9.20 andrà infatti in onda la maratona della prima. Poi, a partire dalle 18.45, sarà invece la volta dei cinque episodi della sesta settimana di terapia della stagione finale di In Treatment.

 

 

 

Maratona Fargo, stagione 1

Quando: domenica 30 aprile a partire dalle ore 09.20

 

Questa è una storia vera. O almeno, questo è ciò che leggiamo sul cartello in apertura. Bemidji, Minnesota, 2006. Lester Nygaard (Martin Freeman) ha un problema: è un fallito. E’ l’incarnazione dell’uomo medio, l’impiegatuccio modesto e con poche pretese che lavora per una piccola società d’assicurazioni dove non ci sono grandi possibilità di carriera. Indossa un dozzinale completo giacca e cravatta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, ma dentro è ancora lo sfigato del liceo che si lascia prendere in giro da Sam Hess (Kevin O’Grady), il bullo della scuola, senza ribattere per paura di prenderle.

La cosa peggiore, però, è che sua moglie Pearl (Kelly Holden Bashar) non fa che ricordargli ogni giorno quanto sia inutile la sua esistenza, specialmente in confronto al successo raggiunto da Chaz (Joshua Close), suo fratello minore. Lester Nygaard, in poche parole, è una pentola a pressione con la valvola bloccata. L’esplosione è imminente e inevitabile. E infatti Lester un giorno incontra Lorne Malvo, e…

 

Lorne Malvo (Billy Bob Thornton) è un abilissimo sicario. Dovete togliere di mezzo definitivamente qualcuno? E’ a lui che vi conviene rivolgervi se volete un lavoro ben fatto. Come riesce a essere così bravo ed efficiente? Semplice: è totalmente privo di empatia e capacità di provare rimorso. E poi ha anche altre qualità: è spietato, è un eccellente manipolatore, ed è in grado di travestirsi e assumere altre identità in modo veramente credibile.

A lui importano solo tre cose: portare a termine il lavoro, ritirare il denaro che gli spetta, e la precisione. Poi, purtroppo, gli imprevisti possono accadere anche a una persona ordinata e organizzata come lui. E’ colpa di quel maledetto cervo che gli ha attraversato all’improvviso la strada se l’uomo che aveva nel bagagliaio è riuscito a sfuggirgli prima di potergli piantare una pallottola nel cranio. Certo che con questa neve e questo gelo, comunque, non andrà tanto lontano, quindi perché non fermarsi per un po’ nella piccola e “accogliente” cittadina di Bemidji? Non si sa mai, magari potrebbe anche essere l’occasione per trovare qualche nuovo cliente…

 

Molly Solverson (Allison Tolman) è un’agente della polizia di Bemidji. E’ “figlia d’arte”: anche suo padre Lou (Keith Carradine), infatti, era un poliziotto. Ora, invece, gestisce la miglior tavola calda della città (l’unica?), e vorrebbe che la figlia andasse a lavorare con lui, così finalmente potrebbe dormire tranquillo. Questa, però è un’altra storia. Torniamo a Molly. I suoi colleghi pensano che sia un’ingenua, una sempliciotta, ma lei è tutt’altro che stupida. Per fortuna se n’è accorto Vern Thurnman (Shawn Doyle), il suo capo, da cui è molto stimata.

Molly ha un’attenzione per i dettagli davvero notevole, ed è capace di fare collegamenti tra indizi apparentemente slegati. Insomma, il suo intuito è unico, così come la sua tenacia…se solo riuscisse a farsi prendere sul serio dagli altri! La sua occasione, però, sta per arrivare: quel Lester Nygaard, infatti, non la racconta giusta…cosa starà nascondendo?

 

Gus Grimly (Colin Hanks) è un agente della polizia di Duluth, Minnesota. La sua vita è abbastanza piatta, ma questo è esattamente quello che voleva: dopo la morte della moglie, infatti, si è trovato a crescere la figlia Greta (Joey King) da solo, facendo della sicurezza la sua priorità. Non sembra esserci neanche l’ombra di un lontano pericolo nel suo futuro…eppure quell’uomo che ha fermato per eccesso di velocità quella sera lo ha veramente scosso. Con quelle minacce velate da consigli, quel tono così calmo, quasi rassicurante, in netto contrasto col significato delle parole appena pronunciate…

Sì, quel tipo lo ha turbato profondamente, ma è proprio per questo motivo che non può lasciar perdere questa storia: in che mondo sarà costretta a vivere Greta se nessuno non farà mai niente per fermare quel genere di persone? Ecco perché Gus si fa coraggio e decide di chiamare la polizia di Bemidji, con cui il suo dipartimento sta collaborando, per comunicare alcuni dettagli riguardo questo misterioso uomo. E pare che l’agente Molly Solverson sia piuttosto interessata a quello che lui ha da raccontarle…

 

 

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Maratona In Treatment 3, Settimana 6

Quando: domenica 30 aprile a partire dalle 18.45

 

Sesta settimana di terapia per il Dr. Mari e i suoi pazienti. Ormai siamo quasi al termine della stagione finale di In Treatment, e se da una parte è vero che i pazienti e lo stesso Giovanni hanno ancora molto lavoro da fare, allo stesso tempo è vero che sono stati fatti numerosi passi avanti.

 

La sesta settimana si apre non con il Dr. Mari, ma con Adele, che chiama Giovanni per proporgli di vedersi prima del loro abituale appuntamento. Sono rimaste in sospeso troppe cose dall’ultima seduta, e Adele ha evidentemente bisogno di chiarezza. Il paziente, però, non è collaborativo, per usare un eufemismo, e terrà la sua analista sulle spine. Ma torniamo a Rita, Padre Riccardo, Luca e Bianca.

 

Rita racconta di essere corsa al capezzale di Patrizia dopo uno spettacolo, e di aver deciso di mollare tutto per starle accanto il più possibile. Un gesto nobile, altruistico, ed è chiaro che la donna vuole veramente bene alla sorella, e che è veramente triste e terrorizzata all’idea di perderla. Giovanni si chiede, le chiede, se in certo senso non si tratti del desiderio di dare prova a Isabella (e forse anche a se stessa?) di non essere una “patetica, arida narcisista”. Il risultato negativo del test è stato una boccata d’aria fresca, ma con l’avvicinarsi della dipartita di Patrizia torna a galla il dolore per la morte della madre. L’angoscia è profonda, il senso di colpa è lancinante, la paura della fine è palpabile, ma la seduta è interrotta proprio da Isabella, che porta brutte notizie: le condizioni di Patrizia sono peggiorate…

 

Dopo aver ammesso il suo amore per Letizia, e dopo aver parlato della sua prima e unica esperienza sessuale, per lui altamente traumatica, Padre Riccardo è entrato in una profonda crisi, e si presenta da Giovanni all’alba, alle 5.25 della domenica. Dopo una nottata a base di alcol e sesso con una ragazza straniera. Una prima volta “meccanica”, che non ha arricchito la sua anima. Ogni certezza per lui è crollata: Letizia ormai è irraggiungibile, la fede non gli è più di conforto, e poi c’è il litigio con la madre. Ed è in questo momento che finalmente scopriamo il motivo per cui il giovane sacerdote è così a disagio con il sesso: perché da bambino ha visto la madre a letto con la sua babysitter. Trauma a cui non è seguita una spiegazione da parte della madre, e che ha impedito a Riccardo di processare quanto visto e le emozioni provate.

 

Abbastanza tranquilla la sessione di Luca, specialmente in confronto a quella della settimana precedente. Luca compie oggi 17 anni, dunque, secondo lui, tra un anno “potrà fare quello che gli pare”. Giovanni risponde alle domande del ragazzo riguardo l’incidente e riguardo i motivi che l’hanno spinto a intraprendere la carriera di analista, ed è un po’ come se volesse convincere se stesso, e non solo il suo giovane paziente. I genitori biologici, Tommaso per la precisione, gli hanno mandato una mail dicendogli che se si rivedranno succederà quando le acque si saranno calmate. Luca parla dell’infanzia, del mancato senso di identificazione fisica con i genitori.

 

La sessione di Bianca, che arriva con una ferita sul volto, è un po’ più movimentata, ma per un motivo: Giovanni la mette di fronte al fatto che ha mentito sul suo incontro con la dottoressa Fontana. La donna inizialmente racconta di essere stata nuovamente aggredita dal marito, che Claudio per errore ha addirittura dato uno spintone a Enzo, e che dopo l’ultima lite è ospite da un’amica. Lei, però, non riesce a lasciarlo. Mari mette insieme i pezzi: Bianca sta cercando una “scusa” per separarsi. E dopo l’attacco di panico causato dallo smascheramento della sua bugia, ammette anche di essersi procurata da sola il livido al braccio. Dopo questa confessione, finalmente il Dr. Mari e la sua paziente possono (ri)partire nella giusta direzione.

 

E’ venerdì, e Giovanni è da Adele. Non fa menzione di quanto successo la settimana precedente, anzi, parla della sua malattia. Dice di essere stato da un secondo neurologo e di aver ricevuto una seconda “non diagnosi”. E’ Adele a spostare la conversazione sulla loro ultima seduta, che si è interrotta “molto bruscamente”. Mari si rimette a parlare di Bianca, racconta le ultime novità, poi la conversazione si sposta sulla sua fantasia di andare a cena insieme. Adele si dimostra comprensiva, ma poi, quando si alza per spegnere il cellulare dimenticato acceso sulla scrivania, succede qualcosa che fa fare un’inversione di 180 gradi alla sessione: Giovanni si accorge infatti che lei è incinta, e a quel punto diventa scontroso, aggressivo. La fantasia è morta. Il suggerire un parallelo tra la situazione di Bianca e la sua, poi, non fa che irritarlo maggiormente. Il discorso finale di Adele, che candidamente gli dice come stanno secondo lei, in quanto specialista, le cose, è dolorosamente illuminante. Questa volta è Giovanni a decidere che la sessione è terminata, e ad andarsene.

 

 

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