Una storia giusta. Non sbagliata come quella che Fabrizio De Andrè ha messo in musica per raccontare Piepaolo Pasolini. Prima di entrare nei gangli del docufilm "Tommy e gli altri" dobbiamo dare risposta ad alcuni interrogativi fondamentali. Intanto chi è Tommy? E cosa farà da grande? Tommy è nato autistico e quando suo padre non potrà più accudirlo che gli accadrà? Noi parliamo di Tommy ma le stesse domande, gli stessi dubbi valgono per tutti coloro che "subiscono" la sua stessa condizione. Quale sarà il loro posto nel mondo? Chi baderà a loro? Queste e altre domande sono il cuore di "Tommy e gli altri", il docufilm realizzato da Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, ma in questo caso esclusivamente padre di Tommy: l'appuntamento è su Sky Atlantic domenica 23 aprile alle 21.15 (poi in replica alle 23.15).

 



Attraverso le immagini e le parole dei giovani e delle loro famiglie, "Tommy e gli altri" porta alla luce storie di isolamento, di integrazione difficile. Talvolta addirittura impossibile. Le immagini sono tutte per quelli che vengono ancora chiamati "gli altri". Chi sono? Autistici adulti ai quali, proprio come a Tommy, non viene riconosciuto il diritto a una vita sociale. C’è chi ancora vive in casa con i genitori ma è destinato a entrare nella voce "spesa" dell'assistenza statale. C'è anche chi vive facendosi carico del sostentamento di queste persone trasformando "gli altri" in un lucroso business che si sviluppa in strutture che ricordano luoghi di segregazione di un passato neanche troppo passato.

 



"Tommy e gli altri" è il terzo progetto di Gianluca Nicoletti sul tema, e segue i libri Una notte ho sognato che parlavi e Alla fine qualcosa ci inventeremo. Il film è stato realizzato attraverso finanziamenti "dal basso". Il primo sostegno è quello degli studenti dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, che hanno donato i proventi di un loro Charity Day. Il resto del denaro è stato raccolto col crowdfunding: a dimostrare quanto interesse bello ci sia intorno al tema, sottolineiamo che la campagna di raccolta doveva durare quattro mesi, ma l'obiettivo è stato raggiunto in sole tre settimane. Infine la colonna sonora:  la canzone principale è Il costume da Torero di Brunori Sas. Il brano è cantato da Brunori con un coro di bambini e fa riferimento all'eterno rincorrersi di disillusione e possibilità di cambiamento.