Ultimo appuntamento con Ignoto 1 - Yara, DNA di un'indagine, sempre per il ciclo di docu-film Il Racconto del Reale. Le indagini hanno portato alla cattura di Massimo Bossetti, ma l’uomo si rinchiude nel silenzio. La verità sulla morte di Yara è ancora da stabilire, le forze dell’ordine hanno ancora molto lavoro da fare, e poi c’è il processo.

Di seguito la sinossi del quarto e ultimo appuntamento, in onda su Sky Atlantic domenica 2 aprile alle 21.15.

 

Un anno intero alla sbarra per Massimo Bossetti. Il Procuratore Ruggeri arriva in aula con un fascicolo di centinaia di pagine e, forte della sua squadra e del lungo lavoro, insiste sulle motivazioni scientifiche della prova regina: il DNA dell’uomo era sul corpo di Yara.   

 

La difesa, per parte sua, insiste invece sulla mancanza di prove certe e su possibili errori compiuti dalla Polizia Scientifica e il RIS nei rilievi sul DNA. Durante tutto il dibattimento, Bossetti continua a dichiararsi innocente, mentre fuori e dentro l’aula, lo scontro tra colpevolisti e innocentisti si accende.

 

 

 

 

 

La mamma di Bossetti, Laura, la sorella gemella, la moglie, sono tutte chiamate a testimoniare. Il figlio maggiore di Massimo sostiene di essere stato lui ad aver navigato sui siti con ragazzine minorenni nude. Intanto, nuove prove emergono. Genetisti, biologi, medici forensi, sfilano tutti davanti alla Corte. Si dice che in carcere Massimo, che continua a dichiararsi innocente, abbia tentato anche il suicidio, ma poi settimane dopo, si scopre che ha scritto lettere “appassionate” a un'altra detenuta. Tutti, però, aspettano soltanto una cosa: il verdetto.

 

 

 

 

 

Per l’accusa potrebbe essere il momento della giustizia, ma soprattutto il momento di dare un po’ di pace alla famiglia Gambirasio. Per Bossetti, invece, potrebbe trattarsi del primo giorno verso il ricorso a un nuovo processo. All’inizio dell’estate 2016 la giuria finalmente si esprime, e il giudizio è chiaro: piena colpevolezza, dunque ergastolo. La Procura si dichiara soddisfatta. Gli avvocati della difesa però non si arrendono, e annunciano l’appello per la prossima primavera. La storia, purtroppo, continua…