di Linda Avolio

 

 

Non c’è due senza tre. E senza quattro, senza cinque e senza sei, se si parla delle mogli di Re Enrico VIII Tudor! Su Sky Atlantic arriva finalmente la quarta e ultima stagione della serie targata Showtime che segue le vicende pubbliche e private del famosissimo sovrano inglese e della sua corte, dunque Jonathan Rhys-Meyers continuerà a farci compagnia ancora per un po’, per la gioia dei fan della serie e dei fan dell’attore irlandese. L’appuntamento è ogni mercoledì alle 22.15 a partire dal 22 marzo:

 

 

 

La quarta stagione si apre con la presentazione ufficiale alla corte e al regno della quinta moglie di Enrico VIII, la bellissima diciassettenne Catherine Howard. Enrico non è più un giovanotto pieno di energie, inoltre la ferita alla gamba continua a dargli il tormento, ma avere al suo fianco una donna come Catherine, che lui chiama “la mia rosa senza spine”, sembra ringiovanirlo e rinvigorirlo. La ragazza, però, si invaghisce di Thomas Culpepper, amico del sovrano e molto vicino a lui. Inutile dire che il Re non prenderà bene questo tradimento, al punto da condannare a morte la moglie.

 

Entra quindi in scena l’ultima consorte del sovrano, la sesta: la protestante Catherine Parr, che avrà un ruolo non indifferente nello scontro tra le due correnti del cristianesimo in rotta tra loro, cattolicesimo e protestantesimo.

 

Non solo drammi privati. Enrico, che si rende conto di non avere più molto tempo, decide di attaccare la nemica di sempre, la Francia, e fa assediare Boulogne. Prima di partire, però, farà entrare in linea di successione Maria (sempre più popolare nel nord del paese, tra i cattolici) ed Elisabetta, che potranno aspirare al trono in caso il fratello Edoardo muoia senza eredi. La spedizione in realtà sarà un successo, come la Storia ci insegna, ma una nuova tragedia è dietro l’angolo: la morte di Charles, l’amico di sempre.

 

Enrico ormai sente che la morte è vicina, e comincia ad avere delle visioni: le sue prime tre mogli, che gli ricordano i suoi errori. In preda ai sensi di colpa e alla nostalgia del passato, il Re fa testamento, e commissiona al pittore Hans Holbein il suo celebre ritratto: il mondo intero dovrà ricordarlo così, nel pieno della sua potenza.