Domenica 19 febbraio alle 21.15 tutti sintonizzati sul canale 110 di Sky: su Sky Atlantic va infatti in onda The Disunited States of America, docufilm prodotto da Sky nell'ambito del ciclo Il Racconto del Reale e diretto da Luis Prieto, che prova a mettere ordine nello sbalorditivo "fenomeno Trump".

 

Del resto, di incredibile nel personaggio di Donald Trump ci sono tante cose. Anzi, certi episodi della sua vita sembrano uscire direttamente da una fiction. E, parlando del neopresidente degli Stati Uniti d'America, sono anche tante le volte in cui fiction e realtà sono entrate in cortocircuito. Ecco alcuni casi eclatanti.

 

LA PROFEZIA DEI SIMPSON - Se ne è parlato molto, anche se facendo un po' di confusione. I fatti, in ogni caso, sono questi: nella puntata dell'undicesima stagione de I Simpson intitolata Bart al futuro, andato in onda nel "lontano" marzo del 2000, si fa riferimento a una futura (e disastrosa) presidenza di Donald Trump, al quale sarebbe poi succeduta alla guida del paese Lisa Simpson. Insomma, il cartoon di Matt Groening aveva già previsto tutto. In periodo elettorale sono però anche circolate sul web delle immagini di Homer Simpson in compagnia di Trump, attribuite a quello stesso episodio: in realtà sono tratte da una clip pubblicata su Youtube intitolata Trumptastic Voyage, decisamente più recente, prodotta in tempi ormai "sospetti". 

 

MESSO AL TAPPETO - Donald Trump, grande estimatore del wrestling, è stato protagonista di un accesissimo match nel 2007, la cosiddetta Battle of the Billionaires ("battaglia dei miliardari"), che lo ha visto contrapposto all'allora direttore della WWE Vince McMahon. I due scelsero dei wrestler - Umaga per McMahon e Bobby Lashley per Trump - che si sfidarono sul ring al posto loro. Vista la vittoria di Lashley, a fine match Trump poté rapare a zero i capelli di McMahon. Ma non è tutto, perché a modo suo Trump partecipò all'azione, per quanto molta di questa azione fosse già "sceneggiata" in partenza: durante il match sbatté a terra Vince McMahon e venne a sua volta messo al tappeto dall'arbitro "special guest" dell'incontro, il wrestler Steve Austin, che lo abbatté con la sua caratteristica mossa, la Stone Cold Stunner. Non avendo però i due provato la mossa in precedenza, è probabile che Trump abbia effettivamente patito il colpo...

 

TUTTO UN GIOCO? - Non sono molte le persone che possono vantarsi di avere... un proprio gioco in scatola? Ebbene sì, nel 1989 fu pubblicato Trump: The Game, in cui i giocatori dovevano provare a imitare la scalata di Trump al successo, rischiando però il fallimento. Ironicamente, l'anno successivo fu quasi fatale per le finanze di Donald. E il gioco fu un flop colossale. 

 

CELEBRITY DEATHMATCH - Come è noto, Donald Trump è stato per molti anni conduttore dell'edizione americana del reality show The Apprentice, i cui concorrenti lottavano per ottenere un ruolo manageriale in una delle imprese commerciali dello stesso Trump. Dopo avere lasciato la conduzione tra le polemiche, in parte anche a causa delle sue affermazioni sugli immigrati durante la campagna elettorale, Donald ha ceduto lo scettro del presentatore al divo di Hollywood ed ex governatore della California Arnold Schwarzenegger. Gli ascolti hanno però subito penalizzato la nuova conduzione e Trump si è affrettato a infierire sul suo successore. Schwarzie non è stato a guardare, proponendo al suo rivale di scambiarsi i posti di lavoro, così da far dormire di nuovo sonni tranquilli alla gente. Uno scontro (politico, per di più) tra una star dei reality e il Terminator del cinema? Roba da fantascienza...

 

SPY STORY - Durante tutta la campagna elettorale e anche dopo, a Donald Trump è stata fatta pesare l'eccessiva vicinanza alla Russia, tanto che qualcuno è arrivato a indicarlo come ricattabile e sostanzialmente manovrato da Vladimir Putin. A questo si aggiunge lo scandalo delle mail di Hillary Clinton diffuse da hacker russi. La trama da spy story si è però infittita in questi giorni, quando il suo fidatissimo Michael Flynn, a capo del National Security Council, è stato costretto a dimettersi a causa di una serie di telefonate compromettenti con l'ambasciatore  russo, che facevano pensare a molto più che una semplice "vicinanza". Trump è davvero una marionetta nelle mani dell'ex URSS? Probabilmente siamo solo a uno dei capitoli iniziali di una spy story destinata a durare nel tempo...

 

DATEMI I MIEI 13 CENTESIMI! - Il magazine satirico Spy si inventò nel 1990 una sorta di "esperimento sociale", inviando assegni irrisori a vari miliardari, adducendo come scusa il fatto che si trattasse di risarcimenti per via di un piccolo errore nella loro tassazione di due anni prima. Gli assegni iniziali, inviati a 56 personalità tra cui Donald Trump, erano di 1,11$: 26 furono incassati. Via via, gli assegni si ridussero di importo, fino a quando ad incassare il risibile assegno di 13 centesimi furono solo in due: un trafficante d'armi e lo stesso Trump.