La serie tv è ambientata nei paesi artici, ma le riprese sono state fatte per lo più in Islanda. A fare da sfondo all’horror thriller in onda sul canale 110 di Sky con la seconda stagione è l’arcipelago delle isole Svalbard, in Norvegia, tuttavia una serie di problemi anche logistici, oltre alle difficoltà legate alla temperatura che scende a trenta gradi sotto lo zero, hanno costretto la troupe a decidere di girare la serie in altre località.

"Quando ci si trova a quelle temperature - spiega il produttore Patrick Spence - il viso inizia letteralmente a cambiare. I tuoi occhi sono in difficoltà, non si riesce a tenere una macchina fotografica in mano o mettere il make-up, è troppo difficile". Anche dal punto di vista della sicurezza gli orsi polari rappresentano una minaccia concreta in certi luoghi (come si può vedere nella stessa serie): “Francamente, è troppo pericoloso", dice Spence. "Avremmo dovuto avere tantissimi addetti alla sicurezza", così il cast si è stabilito in Islanda ed è stato un successo: “L'Islanda è un posto incredibile. Non vorrei filmare Fortitude altrove”.



Il set è in Islanda - La troupe si è piazzata a Fjardabyggd, un comune nella zona orientale dell'Islanda con poco più di 4000 abitanti e che si è rivelato “architettonicamente e geograficamente molto simile ai luoghi che avevamo visto nella regione artica”, spiega Spence. Qui aveva già soggiornato una troupe per girare alcune riprese di Game of Thrones.


Uno degli scenari più spettacolari che si vede in Fortitude è quello del lago di origine glaciale di Jökulsárlón, il più profondo dell’Islanda. La sua particolarità? I numerosi iceberg che arrivano dal vicino ghiacciaio: “Ci sono pezzi di ghiaccio ovunque perché galleggiano in mare - dice Einar Sveinn dal team di Fortitude - e questo è spettacolare”. Qui è stata girata anche la scena straziante dell’orso polare sulla spiaggia della laguna glaciale.



Fiordi e paesi ghiacciati - Le riprese principali della serie hanno come sfondo la località di Reyðarfjörður, piccola cittadina usata dall’inizio del Novecento come porto commerciale. "Avevamo bisogno di una piccola comunità che architettonicamente e geograficamente assomigliasse alle città artiche su cui avevamo fatto delle ricerche - spiega Spence – Era necessario sentirsi in mezzo al nulla e Reyðarfjörður è un villaggio molto piccolo con niente intorno”.

In alcune delle riprese aeree dei ghiacciai si vede la zona di Mjóafjarðarheiði, un fiordo lungo 18 chilometri nella regione dell’Austurland ad est dell'isola, strettamente delimitata su entrambi i lati da ripidi pendii. Proprio per questo motivo è stata scelta per alcune riprese allo scopo di riparare il cast dalle intemperie. Simile la zona di Seyðisfjörður, un fiordo stretto con alte montagne ai lati con le tipiche case in legno, perfetto per le riprese panoramiche..