E' una vera zona di frontiera Piazzale Corvetto a Milano. Eppure dista sei fermate di metropolitana (linea gialla) da piazza Duomo. A dieci minuti di distanza si sfiorano due Milano. Corvetto è uno dei quartieri dove il disagio e la convivenza sono più difficili: spaccio di droga, occupazione di case popolari, violenza, scippi…La cronaca lo descrive come uno dei quartieri più problematici della città, governato da paura e trensioni sociali. Qui si sviluppa la seconda puntata di Cronache di Frontiera, che rientra nel ciclo Il Racconto del Reale e che vedremo su Sky Atlantic domenica 5 febbraio alle ore 23.15.

 



Cominciamo da Adel e Omar, padre e figlio, origine egiziana, un bar a Corvetto: "Quando siamo arrivati a Milano per trovare un egiziano bisognava arrivare al Duomo. Oggi per trovare un italiano bisogna arrivare in centro". Adel, il padre, è arrivato a Milano negli anni 80 e ha visto la città cambiare più facce. Non ha mai avuto problemi con qui italiani, anzi assicura di essere sempre stato trattato bene da loro. Dove abita il problema del suo quartiere? Negli immigrati che sono troppi e molti arrivano senza la voglia di cercare lavoro. Suo figlio Omar è nato in Italia e si sente italianissimo.

 



Lucia è italiana. Ha perso la casa popolare perchè morosa nei pagamenti. Nella sua vita ha perso il lavoro, ha commesso dei crimini che l’hanno portata in carcere oltre ad avere perso la sua casa. Oggi vive in un box e il suon appartamento è stato occupato da una famiglia marocchina. Ida  ha più di 80 anni e vive con la figlia e il nipote a suo carico, continuando a lavorare.Chi meglio di lei può (e deve) raccontare il cambiamento del quartiere e la percezione di mancanza di sicurezza.

 



Josh, Emanuela e Cisky sono ragazzi con storie diverse che hanno trovato gli uni negli altri una vera famiglia. Josh fa il rapper e il tatuatore. È solo, non ha famiglia ma con la sua musica e i suoi amici vive bene. Suo grande amico, che lo difende da tutti, è Cisky. È stato anni in carcere, è passato nel tunnel della droga ma ora ha trovato il suo equilibrio e vive a Corvetto. Emanuela ha avuto l'opportunità di fuggire ma è sempre tornata a Corvetto, dove è nata: “Proprio nei quartieri bene dove mi ha portato mia madre ho conosciuto la cocaina…”. Dopo la comunità ha iniziato a lavorare nei night come ragazza immagine. Tra armi, tatuaggi e vita per strada, Emanuela è orgogliosa di dove vive.