Su Sky Atlantic è tempo di esplorazioni e razzie: dal 9 ottobre tornano infatti i vichingi più affascinanti del piccolo schermo, i protagonisti di Vikings, la fortunata serie targata History Channel che ci porta alla scoperta del mitico popolo degli uomini del nord. La serie, ambientata nel IX secolo d.C. tra la penisola scandinava e l’antica Inghilterra, racconta in chiave romanzata le avventure del famoso guerriero vichingo Ragnar Lothbrok, interpretato dal magnetico Travis Fimmel. Nel cast Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Gustaf Skarsgard (Floki), George Blagden (Athelstan), Jessalyn Gilsig (Siggy Haraldson) e Gabriel Byrne (Earl Haraldson).

 

In attesa di rivedere Ragnar Lothbrok e compagni in azione, andiamo a scoprire qualcosa di più su questo antico popolo: ecco 19 miti sui vichinghi che in realtà sono falsi.

 

 

Non si riferivano a se stessi come “vichinghi”. Nella lingua scandinava antica “viking” significava infatti qualcosa come “saccheggio”, dunque quelli che andavano a effettuare queste razzie altrove partendo con le navi venivano indicati come vichinghi nel senso che stavano andando a compiere quelle determinate azioni.

 

Non provenivano tutti dalla stessa nazione e dalle stesse terre. Ai tempi dei vichinghi (indicativamente dal 700 d.C. al 1100 d.C.) la Danimarca, la Norvegia e la Svezia non esistevano in quanto nazioni come le conosciamo oggi, ma condividevano similitudini culturali. Questi territori, infatti, erano occupati da numerose tribù che generalmente tendevano a non mischiarsi e a navigare indipendentemente. Gli scontri tra tribù confinanti non erano rare, ma insomma, nulla di nuovo sotto il sole!

 

Non erano tutti biondi. Nonostante i capelli biondi siano un tratto distintivo delle popolazioni nordiche, molti vichinghi avevano i capelli castani, e pare ci fosse anche una discreta quantità di teste fulve. Pare però che fosse pratica comune tingersi, o meglio, decolorarsi i capelli con la soda caustica, soluzione molto utile per un altro problema comune all’epoca: i pidocchi!

 

No, non erano degli armadi a tre ante deambulanti. Dai resti trovati dagli archeologi si evince che gli uomini vichinghi erano alti più o meno 170 cm. E pare inoltre che i tratti maschili e femminili del viso a livello di conformazione ossea fossero talmente indistinti che tutt’oggi non è facilissimo distinguere un cranio maschile da uno femminile. Questa è forse l’unica grande inesattezza storica di Vikings, ma che diamine, vogliamo veramente stare a lamentarci perché il responsabile del casting ha scelto dei manzi (passateci il termine) come Travis Fimmel, Clive Standen e, dalla S02 in poi Alexander Ludwing, e delle bellissime come Katheryn Winnick e Alyssa Sutherland?

 

No, non indossavano elmi con corna e ali. Non c’è evidenza storica di questo, non ci sono tracce, non ci sono resti, ma comprendiamo il fascino e il motivo per cui questa cosa sia stata tramandata nei secoli anche se completamente finta. Pare però che i vichinghi adornassero i loro scudi con delle punte per infilzare i nemici. Sempre di corna si tratta, alla fin fine.

 


 

Non è vero che non erano schiavisti, anzi, lo erano eccome! Non proprio come gli antichi romani, intendiamoci, ma quando andavano a fare razzie tornavano sempre con un buon numero di schiavi. La maggior parte degli schiavi proveniva dalla Britannia e dall’Europa dell’est. Alcuni schiavi venivano tenuti dai signori locali, mentre la maggior parte venivano venduti agli schiavisti dell’Europa mediorientale. I prezzi? Per un uomo possente fino a 24 mucche, mentre per una donna solo 8.

 

Prima di scatenare polemiche a causa delle 8 mucche per una schiava contro le 24 per uno schiavo possente, diciamo subito che no, questa politica non si applicava alle stesse donne delle popolazioni nordiche. A dispetto di quanto si possa pensare, le donne vichinghe si occupavano di tutto quello di cui c’era da occuparsi in casa e fuori, specialmente quando gli uomini erano via a far razzia. Comandavano a bacchetta anche gli schiavi, altro che gentili e delicate signore! E combattevano, dunque era meglio non farle arrabbiare. Che valchirie!

 

 

No, non violentavano e depredavano ovunque andassero. E’ vero, saccheggiavano con discreta costanza la Britannia e l’Irlanda, ma i veri motivi dei loro viaggi e delle loro conquiste era la terra. La maggior parte dei vichinghi, infatti, erano contadini, intenzionati a stabilirsi in terre più fertili, e molti di loro si unirono in matrimonio con donne e uomini del luogo.

 

Non è vero, non erano degli zozzoni. Pare infatti che si lavassero almeno a cadenza settimanale (che per l’epoca doveva equivalere alla nostra doccia mattutina giornaliera). Pare inoltre che, giustamente, approfittassero delle sorgenti termali presenti nelle loro terre, e che addirittura confezionassero del sapone utilizzando i frutti dell’ippocastano. Non abbiamo più scuse.

 

No, non erano tutti nordici. A causa dei loro spostamenti per saccheggi, vendita di schiavi ai mercati continentali e quant’altro, il mix con altre popoli era praticamente inevitabile. Non di rado, poi, gli schiavi venivano “incorporati” nella società, dunque i vichinghi non erano così etnicamente omogenei come si può pensare.

 

Non è vero che non hanno avuto nessun impatto su quella che oggi è la Gran Bretagna contemporanea, semmai il contrario. Molti termini inglesi hanno infatti origini nordiche, e non mancano paesi e villaggi che prendono il nome dalle popolazioni vichinghe che lì si insidiarono. Anche il saluto “Ey up” ha origini vichinghe.

 

No, non mangiavano solo carne e non bevevano solo birra da teschi usati come coppe. La dieta vichinga era piuttosto varia, e comprendeva pane, carne di animali di allevamento, pesce, vegetali e alcune “delizie” locali, tra cui gabbiani, cavalli, foche, alci, balene e trichechi. E per bere si usavano i corni svuotati. Che, a dirla tutta, sono dei bicchieri veramente cool!

 

Non è vero che non erano abili nei lavori manuali e che non praticavano degli sport solo per divertimento. I vichinghi erano degli artigiani eccellenti, specialmente per quanto riguarda la costruzione delle navi, dove falegnami e fabbri potevano dare il meglio di sé. Pare inoltre che fossero degli eccezionali sciatori, e che amassero praticare la lotta libera. Giocavano anche a giochi “da tavolo”, e a quanto pare ad andare per la maggiore era un gioco simile agli scacchi chiamato Hnefatafl.

 

No, non indossavano solo pelliccia. Ovviamente usavano le pellicce in inverno, ma per il resto utilizzavano pellame (specialmente per confezionare stivali e calzature), lana e altre stoffe, che spesso venivano colorate di blu, giallo e rosso.

 

Non si pettinavano mai e avevano barbe incolte. Tutto il contrario. I vichinghi acconciavano i loro capelli in trecce, code e affini, e lo stesso vale per le barbe. Gli archeologi hanno ritrovato numerosi pettini, nastri colorati e pinzette, addirittura hanno ritrovato degli stuzzicadenti! Gli uomini tendevano a rasarsi buona parte della testa, specialmente la nuca. E sì, non siete gli unici a pensarlo: le pettinature vichinghe di Vikings sono veramente cool!

 

Non è vero che non erano organizzati in vere società strutturate. Le classi sociali erano 3: c’erano gli Jarl (i nobili, i signori), i Karl (gli uomini liberi), e i Thrall (gli schiavi). Tutti partecipavano a incontri a cadenza regolare chiamati Althing, che significa “la cosa” durante cui la persona che rappresentava la legge decideva il modo in cui risolvere le contese. Che, in genere, venivano risolte tramite duri incontri di lotta libera.

 


 

No, non erano tutti adoratori di Odino e degli dei nordici. E’ ovvio che Odino e compagni ebbero un ruolo fondamentale, ma man mano ci si avvicina alla fine dell’era vichinga e più vediamo decadere l’importanza degli dei nordici. L’Islanda, terra che venne raggiunta dalle navi vichinghe, per esempio si convertì al cristianesimo dopo un lungo dibattito durante l’Aithing del 1000 d.C., e la Chiesa Cattolica Romana dichiarò santo Re Olaf di Norvegia per la sua conversione e per aver abbracciato il cristianesimo come religione ufficiale per il suo popolo.

 

No, non erano analfabeti. Avevano un loro sistema di simboli per comunicare, le rune, simboli magici donati agli uomini da Odino tramite il suo sacrificio. Le spade vichinghe erano passate di generazione in generazione, e praticamente tutte erano adornate con rune che, in teoria, servivano a dare maggiore potere a chi le brandiva.

 

No, non è vero che non arrivarono mai a Londra. Ci arrivarono eccome, e arrivarono anche a Parigi. Secondo le cronache dell’epoca, una nave vichinga nell’851 d.C. risalì il Tamigi e attaccò Londra. Lo stesso successe a Parigi, la capitale del Sacro Romano Impero, più o meno in quegli stessi anni. A essere risalito fu ovviamente il fiume Senna, ma le cose andarono praticamente nello stesso modo. E vi siete mai chiesti da dove prende il nome la regione della Francia che si chiama Normandia? Beh, se vi diciamo che i vichinghi erano chiamati Normanni vi suona qualche campanella?