di Camilla Sernagiotto

 

È ormai tramontato il tempo in cui ci si agghindava per scendere in piazza. Non che non ci si agghindi più: a cambiare è solo la piazza, il luogo d’incontro tra anime single, fedifraghe o impegnate che vogliono a tutti i costi farsi vedere, possibilmente non per quello che realmente sono.

 

Se anni fa l’escamotage più gettonato era il cerone steso con la cazzuola, oggi i ferri del mestiere sono cambiati tanto quanto la piazza. Si parla di fotocamere, pixel, filtri, ossia tutti i nuovi trucchi che si sono ormai sostituiti ai tradizionali trucchi del vecchio make-up fatto di cipria e ombretto.

 

Tutte queste diavolerie fanno parte dell’armamentario delle applicazioni per ritoccare le foto, vere e proprie pronipoti di Photoshop che in due semplici mosse riescono a tramutare un terribile brufolo in un adorabile neo à la Cindy Crawford. O a piallare le rughe così tanto da far tornare in fasce i soggetti immortalati, à la Benjamin Button insomma.

 

Le app per smartphone che assicurano una bellezza canonica sono innumerevoli, gettonatissime da chi allo stile Acqua & Sapone ha sempre preferito quello più Fondotinta & Cerone, abusandone a piene mani prima di uscire. Ma in questo caso non è più “l’uscire” il problema, semmai “l’entrare”: effettuare l’accesso su Facebook, Twitter, Instagram e compagnia bella è la nuova frontiera della socialità.

 

Ecco le nuove piazze 2.0: la home della creatura nata dalla mente di Zuckerberg, la timeline sormontata dal celebre uccellino azzurro e via dicendo sono i nuovi nonluoghi di derivazione marcaugeiana. Spazi che depersonalizzano gli utenti, secondo i detrattori; luoghi che danno una seconda possibilità a chiunque, secondo i sostenitori. Nelle vetrine dei Social Network, infatti, ciascuno può essere chi vuole, può indossare la maschera che preferisce, piallandone rughe, insicurezze, brufoli e ansie sociali. Tanto, mal che vada, c’è il tasto “logout”.

 

L’essere diversi dal vero sé sui Social Network ha preso piede al punto di fare scoppiare una vera e propria bolla di perfezionismo plastificato: parate di visi perfetti, nasini alla francese e contorni occhi privi di qualsivoglia zampa di gallina sfilano ogni giorno sotto i nostri occhi (che in realtà sono incorniciati sempre da qualche zampetta di pollame), facendoci venire voglia di unirci al coro e applicare così filtri magici alle nostre istantanee, smagrendo cosce e fianchi, aumentando seni nonché ego.

 

Il problema è quando poi si è costretti a scendere davvero in piazza, per comprare il pane o ritirare al Bancomat: la gente quasi non ci riconosce più, abituata com’è a vederci impeccabili su Facebook.

 

Da questa discrepanza tra reale e virtuale, negli States e man mano in tutto il globo (Italia compresa) è esplosa la mania della Selfie Chirurgia, protagonista assoluta di Selfie Surgery - Vorrei essere il mio avatar. Questo attesissimo film documentario, in onda il 20 novembre su Sky Atlantic, racconta la tendenza di ritoccarsi attenendosi al proprio io virtuale usato sui Social Network.

 

Se siete tentati da questa ennesima stramberia, prima di arrivare a tanto incominciate magari con il sottoporre al bisturi le vostre foto, servendovi delle applicazioni per ritoccarvi qua e là virtualmente.

 

Ecco le migliori!

 

Simulatore di Chirurgia Plastica Lite

Si tratta di un’App facilissima da usare con cui poter deformare le foto. Chi l’ha scaricata la utilizza sia per migliorare il proprio aspetto sui Social Network sia per simulare interventi di chirurgia plastica (nonostante solo un vero chirurgo certificato sia in grado di fornire suggerimenti sulle aspettative realistiche e informazioni sulle possibilità e i rischi di un’eventuale intervento).

 

Basta trascinare la foto che si desidera modificare, dopodiché sbizzarrirsi sarà un gioco da ragazzi: aumentare o ridurre le parti del corpo vi farà provare l’ebbrezza di avere un paio di taglie in più, un nasino che farebbe invidia a Charlize Theron e un side B che metterebbe in crisi perfino Jennifer Lopez.

 

Beauty Plus-The magical beauty camera

È l'applicazione per il ritocco dei selfie più usata nei paesi asiatici, quindi già un marchio di garanzia di qualità a giudicare da quanto spendono le donne del Sol Levante per avere sempre un make up impeccabile.

 

Con oltre cinquanta milioni di utenti, questa App è la bacchetta magica di chi non vuole mai farsi vedere con una ruga o un capello fuori posto; nella modalità automatica basterà un tocco veloce per valorizzare la vostra bellezza grazie a un filtro di auto-lifting che levigherà il vostro viso rendendolo di porcellana. Nella modalità Selfie intelligente sarà possibile regolare cinque livelli di bellezza, tutti da scoprire e sperimentare.

 

Ritocchi degni di un chirurgo grazie a features che permettono di valorizzare la foto con i giochi di luci e colori, rimuovere le rughe e ottimizzare grana e tono della pelle, eliminare l’acne, le macchie e qualsiasi imperfezione epidermica, assottigliare il volto e il corpo, far sparire occhiaie e borse sotto gli occhi.

 

Instabeauty

Instabeuty è un editor di selfie pensato proprio per i Social. Abbellisce le foto in un solo tap, dotato com’è di quattro funzioni principali: Bellezza Camera, Bellezza collage, video bellezza e QuickSnap.

 

Troverete un’ampia gamma di filtri abbellenti tra cui il levigante e il tonificante, inoltre è possibile rimuovere imperfezioni temporanee come brufoli e macchie così come rughe e nei.

 

Simulatore di chirurgia plastica

 

Naso più piccolo, mento meno pronunciato, seno a balconcino (anzi no: a terrazza panoramica!)… Con questo simulatore tutto è possibile! Se siete curiosi di vedere come risultereste dopo un ritocchino qua e là, questa App vi aiuterà a decidere se fare il grande passo o se tenervi le vostre imperfezioni.

 

Ricordando che spesso sono proprio quelle che ci rendono unici.