di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)



Questa volta non è un fantasy. Anzi, poche volte, nella storia della televisione si è entrati così in profondità nella vita di tutti i giorni. Cercando di aprire finestre dove il nostro pudore tende a chiuderle. Incontreremo immagini forti, pensieri forti, temi forti. Ma è il mondo che ci circonda e che troppe volte ci giunge edulcorato. Si chiama Il racconto del reale ed è una collezione di film unici che racconta l'attualità con un linguaggio consono all'epoca in cui viviamo e, soprattutto, senza filtri. L'appuntamento è ogni domenica, dal 13 novembre, alle ore 23.15 su Sky Atlantic. Si comincia, come ha detto il moderatore dell'incontro Federico Chiarini, con L'Ultimo Stadio, un film prodotto da 42° Parallelo che racconta l'uccisione di Ciro Esposito, un tifoso morto a Roma in occasione della finale di Coppa Italia del 2014 Fiorentina-Napoli. Seguirà, domenica 20 novembre, Selfie Surgery- Vorrei essere il mio avatar di Beatrice Borromeo: racconta la moda, in crescita tra i giovani, di modellare il proprio fisico come quello degli avatar digitali.

Presentando il ciclo, Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic, ha detto che "ancora non sappiamo se chiamarli film, documentari o docu-film per la loro profondità. Ma ne verremo a capo. Sono molto diversi tra loro ma con un unico comune denominatore che è il racconto dell’attualità, del reale. Cerchiamo di applicare la caratteristica di Sky Atlantic, cioè il proporre storie, al racconto dell’attualità. Raccontiamo storie vere senza filtri né intermediazioni giornalistiche. Andiamo direttamente dai protagonisti delle nostre storie". E partono, a commento visivo di ciò, alcune immagini di The disunited States of America, firmato da Luis Prieto. Andrea Scrosati, executive vice-president di Sky, racconta che "l’idea nasce sei mesi fa quando eravamo negli Usa per visionare nuovi prodotti che potevano interessarci. Sentivamo tutti dire che Trump non sarebbe stato in corsa più di due o tre settimane e ciò ha stimolata l'idea di farne una storia. Lui e la Brexit sono fenomeni che hanno una serie di linee comuni tra cui l’incapacità del sistema giornalistico di comprendere e vedere quei fenomeni. Il paese è diviso in clan, in comunità: magari sei in sintonia con chi vive a migliaia di chilometri da te e nulla hai da spartire con chi è nella cintura periferica della tua città, residente a cinque chilometri. Spesso i talk show non entrano in queste dinamiche, il linguaggio del cinema lo fa più facilmente, in questo caso Luis Prieto è stato straordinario. Abbiamo seguito la vita di alcune famiglie nel finale della campagna elettorale e ne comprendi le logiche e la coerenza. E’ affascinante raccontare queste storie".

Un altro atteso appuntamento è con La fabbrica fantasma di Mimmo Calopresti: "Tra Ucraina e Ungheria -spiega il regista- c'è un fiume che fa da confine e da lì passa qualunque cosa per l'Europa destinata a creare un profitto. Circolano 650 miliardi di sigarette illegali consumate ogni anno nel mondo. E’ un viaggio iniziato con mia figlia per capire se i giocattoli sono veri o falsi. Sono arrivato sul confine che vi ho citato e lì capisci che tutto quello che consumiamo nasconde qualcosa di incredibile e grave, che ci travolge. Non solo merci contraffatte che incidono sull’economia ma anche una criminalità che domina il mercato e si confronta con i governi dell’Est. Il nascosto è un bambino che lavora 12 ore al giorno in condizioni disperate. C’è grande tradizione tra cinema e reale, quando le immagini da sole fanno capire che lì sta succedendo qualcosa di importante. Per entrare in un meccanismo devi mettere i piedi per terra. Non puoi dare un giudizio morale forse, ma il problema devi portelo".

E' il momento di un viaggio nel buio profondo. Ci guida Ambrogio Crespi in Spes contra spem (in onda il 4 dicembre). Aleggia nelle riprese il ricordo di Marco Pannella che è sempre stato dalla parte dei deboli: "Abbiamo intervistato -racconta Crespi- nove ergastolani di fine pena mai. Si parla del mutamento dell’uomo, di uomini che sono cambiati e che con le loro parole distruggono il mito del criminale. Sottolineano che quella vita è sbagliata. E’ gente che ha fatto del male e che negli anni ha metabolizzato la coscienza, che è considerata il tribunale più severo".

Ignoto uno
è una coproduzione internazionale che in un fitto racconto in quattro parti ci porta nel dramma di Yara Gambirasio, la ragazzina sparita il 26 novembre 2010 e trovata cadavere il 26 febbraio 2011. Andrea Scrosati precisa che "questa storia in quattro puntate è come The Jinx, il ciclo di SkyTg 24 dove la cronaca si incrocia col sociale. Qui la cronaca è lo spunto per uno spaccato vero della società".

La Trilogia dei Racconti Moderni,  è creata da Michele Bongiorno con la Good Day Film: "Una puntata si intitola Non ho paura ed è sulla proliferazione delle armi in Italia, figlia di una paura dilagante degli ultimi anni. Vicino a Pavia c’è un luogo dove capisci come persone di tutte le età voglio proteggersi con un'arma. Poi c’è la nuova povertà descritta in Servi della Gleba oggi: racconta attraverso storie di uomini, i vecchi mestieri per arrangiarsi e andare oltre le difficoltà. Si moltiplicano i compro-oro e piccole società di recupero crediti: insomma la povertà vista dall'altra parte della...povertà. Infine, nel terzo racconto, si parla di narcisismo nell’epoca del virale e dei social network".

L’Ultimo Stadio, che è il film che apre il ciclo domenica 13 novembre alle ore 23.15, rientra a sua volta in un trittico: si tratta di tre film che sono un esperimento nell’esperimento perché non è stato girato nulla, tutto è stato trovato in rete. Con l'ausilio del linguaggio del cuore. Spiega il direttore editoriale di 42° Parallelo Mauro Parissone che "noi raccontiamo il male senza passare dal bene. Altra storia sono i 52 minuti senza una parola di Come è profondo il mare (in onda il 27 novembre) sulla morte del Mediterraneo. Infine (11 dicembre) parliamo di Papa Francesco: come Dio comanda, ovvero il pontefice raccontato attraverso i social network".

Tra gli altri titoli in arrivo ci sono Follow The Paintings (domenica 18 dicembre) che racconta il lato oscuro dell'arte, quello contaminato dalla criminalità organizzata. Cronache di frontiera, una serie in quattro puntate prodotta da FremantleMedia che indaga sui quartieri milanesi ad alto tasso di immigrazione. Ti odiamo a morte preside di Beatrice Borromeo e Mia Benedetta racconta di una maestra elementare di Caivano, provincia di Napoli, che ogni mattina bussa alle porte dei camorristi per convincere i loro figli a presentarsi a scuola. Baraccopolis di Sergio Ramazzotti spiega che un essere umano su sei, in questo mondo, vive in una baraccopoli. Marathon: the Patriots Day Bombing è un documentario HBO sull'attentato compiuto alla maratona di Boston del 2013. Europe at Sea, firmato da Bill Emmott, affronta il tema dei migranti partendo dall'attività della forza navale italiana e sulla missione di stabilità in Libia.

Comprendere significa partecipare. Esserci. Poter infilare la testa nel reale, anche quando c'è da attendersi solo brutte sorprese. Per fortuna non sempre è così. Ma quel che è certo è che Il racconto del reale resta un viaggio dove da soli non sapremmo andare...senza filtri, senza paura, inseguendo il vero.