Delle donne del giovane Papa vi abbiamo parlato qui, in questo articolo, e oggi, a pochissimi giorni dal debutto di The Young Pope, in onda ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic a partire dal 21 ottobre, vi parliamo invece di due personaggi maschili che avranno un ruolo molto importante nella nuova vita di Lenny Belardo, il Cardinale Dussolier (Scott Shepherd) e Monsignor Gutierrez (Javier Cámara).

 

 

 

 

 

 

Foto by Gianni Fiorito

 

Il Cardinale Dussolier è un uomo affascinante, ed è il miglior amico di Lenny Belardo. Cresciuti insieme nell’orfanotrofio di Suor Mary, una volta diventati adulti le loro strade si sono divise: Lenny è finito sotto l’ala protettrice di Spencer, Dussolier ha studiato teologia e ha deciso di girare il mondo in missione, per portare la voce di Dio agli ultimi della Terra. Non ha mai avuto l’aspirazione di far carriera, eppure quando Lenny diventa Papa la sua vita cambia drasticamente: Pio XIII decide che sarà il nuovo Prefetto della congregazione per il clero, dovrà selezionare aspiranti sacerdoti in tutto il mondo. Ma per Dussolier, che ormai da anni ha una doppia vita, non sarà facile capire cosa significa essere un buon sacerdote.

 

 

Come ha affrontato questo personaggio?

 

Scott Shepherd: “C’è una battuta pronunciata all’inizio della prima scena e per me è stato il punto di partenza. Lui risponde a Suor Mary confidandogli che preferisce l’odore della merda e della vita; ho lavorato su questo punto per distinguere il mio personaggio da quello di Lenny. Il mio è un progetto più umile, Lenny lo vede come un meccanismo restrittivo. È geniale quello che fa Paolo sull’interrogarsi circa chi sia veramente Lenny. La mia figura e quella di Suor Mary sono fondamentali, conoscendosi sin da piccoli. Non credo di rovinare la sorpresa se vi racconto come Lenny e Dussolier escano di nascosto dall’orfanotrofio e lui dice a Lenny di tornare indietro; lui gli risponde d’accordo ma continua sulla sua strada. Hanno una fede molto profonda lacerata dai dubbi e affrontano questa realtà in modo completamente diverso”.

 

 

 

 

 

 

 

Foto by Gianni Fiorito

 

Monsignor Gutierrez, il maestro di Cerimonie di origine spagnola, ha cinquantacinque anni e un’aria mite e dimessa. Grazie alla sua sincerità d’animo e alla sua estraneità agli intrighi di potere in Vaticano, attrae la curiosità di Lenny Belardo. Tra il Pontefice e Gutierrez nasce un rapporto fatto di piccole e grandi confidenze. Proprio per questo motivo, il Cardinale diventa un’arma molto preziosa nelle mani di Voiello e di tutti gli antagonisti del Papa che ne conoscono i segreti. Lenny Belardo, sorprendentemente, decide quindi di affidargli un compito molto difficile: dovrà andare negli Stati Uniti per una missione apparentemente al di sopra delle sue forze.

 

 

Monsignor Gutierrez è il volto più candido della fede?

 

Javier Cámara: “Io non sono candido, sono l’immagine della felicità. Parlare italiano, francese, inglese su Jude senza capire nessuna lingua è il primo miracolo di Young Pope. È una bella sensazione essere nel centro della cristianità con Paolo assieme a questo cast incredibile. Il ruolo di Monsignor Gutierrez è molto spirituale, lui parla con Dio ed è stato un lavoro bello interpretarlo. Paolo non è solamente estetico, qualche scena è piena di emozioni e domande molto profonde. Per me non è stato semplice, ma tutte le scene sono state girate assieme ad un attore incredibile, professionale e pieno di vita come Jude Law. Vorrei fare di più, realizzarne un’altra serie ancora”.

Paolo Sorrentino: “La consapevolezza è nata dopo, davanti alla camera, io non me la cavo molto bene con lo spagnolo. Quando gli ho chiesto di mandarmi un provino del suo personaggio mi ha mandato un video di lui che ballava con la musica di Raffaella Carrà”.

Javier Cámara: “La prima scena era quella sulla chiamata di Dio. Era un poema difficile da raccontare, ho provato a mandargli questo video di contrasto”.