di Linda Avolio

 

 

Quando la violenza del genere western incontra le domande esistenziali della fantascienza: lunedì 3 ottobre su Sky Atlantic andrà in onda il primo episodio in versione originale sottotitolata di Westworld, in contemporanea con la programmazione americana. Il primo capitolo di un viaggio epico e assolutamente avvincente, che, siamo sicuri, riserverà molte sorprese.

 

Per arrivare preparati, e per orientarci un po’ più facilmente nel ricco e complicato mondo della serie, andiamo a conoscere i numerosi personaggi e il cast.

 

 

 

 

 

Anthony Hopkins è il Dr. Robert Ford, il brillante Direttore Creativo di Westworld. In realtà Ford è molto di più: è il creatore di quel mondo artificiale eppure così reale. Da uno scambio di battute con l’androide Dolores in uno dei trailer capiamo subito la sua posizione in materia: “Ciao Dolores. Sai dove ti trovi?”, chiede lui. “Sono in un sogno”, risponde lei. E lui “Sei nel MIO sogno”. Un padre-padrone che da una parte rispetta le sue creature, ma che dall’altra non dimentica mai ciò che per lui è l’unica verità: loro non sono reali.

 

Evan Rachel Wood è Dolores Abernathy. Dolores è un androide, è una delle intelligenze artificiali che fanno parte di Westworld e della sua narrativa. Per anni e anni le sue giornate si sono ripetute una (quasi) completamente uguale all’altra, ma d’altronde lei non è altro che una parte della storia, e d’altronde una macchina non ha coscienza di se stessa in quanto macchina. Eppure Dolores è diversa. E’ speciale. E quando inizierà ad accorgersi che c’è qualcosa che non va, che la sua intera esistenza non è altro che una gigantesca bugia…beh, a quel punto tutto cambierà per sempre.

 

James Marsden è Teddy Flood, un aitante e misterioso pistolero appena arrivato in città. Nel mondo di Westworld, s’intende. Fin da subito lo vedremo interessato a una certa ragazza del posto. Una certa ragazza di nome Dolores.

 

 

 

 

 

Jeffrey Wright è Bernard Lowe, il Responsabile della Programmazione degli androidi. Ford sarà anche la mente dietro la nascita di Westworld, ma è Bernard a creare e a monitorare le menti delle intelligenze artificiali. Eppure, fin dal primo episodio, non si può non notare la differenza tra il suo approccio e quello del personaggio di Hopkins: se il secondo è fermamente, assolutamente convinto del fatto che “loro non sono reali”, il primo…beh, il primo qualche dubbio a riguardo ce l’ha. Chi di loro avrà ragione?

 

Ed Harris è l’inquietante “Uomo in nero”, un pistolero che vaga per Westworld alla ricerca di non si capisce bene cosa. O chi. Chi ha visto il film del 1973, Il Mondo Dei Robot, una qualche idea su di lui può anche iniziare a farsela, ma ricordiamo che la serie, tutto sommato, si discosta molto dalla pellicola scritta e diretta da Chrichton, dunque non bisogna dare nulla per scontato.

 

Thandie Newton è Maeve Millay, la bellissima e scaltra madame del bordello di Westworld. Maeve è sempre stata uno degli host (gli gli “ospitanti”, termine con cui vengono chiamati gli avanzatissimi androidi) più apprezzati dai guest (gli ospiti, termine con cui vengono chiamati i clienti paganti, o meglio, i ricchissimi clienti paganti!), ma all’inizio della serie vediamo che anche in lei c’è qualcosa che non va, fa dei sogni strani. Ma c’è di peggio: ha dei ricordi. Com’è possibile?

 

 

 

 

 

Jimmi Simpson è William , un cliente novello. Arriva a Westworld insieme all’amico Logan, ma non è interessato agli aspetti più superficiali e “lussurriosi”, anzi, all’inizio è piuttosto riluttante. William risponde perfettamente alla descrizione degli ospiti fatta dal Dr. Ford in uno dei trailer: “Gli ospiti non tornano per vivere delle storie che dicono loro ciò che sono. Gli ospiti sono qui perché vogliono una scintilla di ciò che potrebbero essere”.

 

Ben Barnes è Logan, un assiduo frequentatore di Westworld. Scapolo incallito, edonista convinto, per Logan Westworld è un luna park da usare e sfruttare a suo totale piacimento.

 

Simon Quarterman è Lee Sizemore, il Responsabile della Narrazione. Si considera un creativo, non sopporta chi contraddice o limita la sua creatività (vedere alla voce Dr. Ford), e in effetti è lui a creare le storie in cui si muovono gli androidi, sono le sue “sceneggiature” a dettare al dettaglio le vite delle intelligenze artificiali. Tutto scritto, tutto prevedibile? In teoria. Ma allora come mai alcune machine non seguono più i suoi copioni?

 

 

 

 

 

Luke Hemsworth è Ashley Stubbs, il Responsabile della Sicurezza. E’ compito suo e della sua divisione monitorare attentamente le interazioni tra intelligenze artificiali e ospiti per fare in modo che tutto funzioni alla perfezione, e soprattutto che i clienti non si trovino in potenziali situazioni di pericolo. Qualcosa ci dice che avrà molto lavoro da fare dal primo episodio in poi!

 

Shannon Woodward è Elsie Hughes, stella nascente del reparto Programmazione a cui viene affidato il compito di “rimettere in riga” gli androidi che presentano comportamenti anomali. Come per Ashley, anche lei avrà molto lavoro da fare!

 

Clifton Collins Jr. è Lawrence, un letale e affascinante “fuorilegge” che gestisce e manovra i vari elementi criminali di Westworld.  

 

 

 

 

 

 

 

Sidse Babett Knudsen è Theresa Cullen, la Responsabile Operativa di Westworld. E' compito suo controllare che tutto si svolga secondo i piani e che non ci sia niente di imprevisto nelle possibili interazioni tra clienti e macchine. Brusca e decisa, Theresa vuole, anzi, pretende il massimo impegno, perché, dal suo punto di vista, le anomalie sono qualcosa di semplicemente inconcepibile, per la sicurezza del cliente e per la sopravvivenza stessa dell'intero progretto.

 

Angela Sarafyan è Clementine Pennyfeather, una delle attrazioni più popolari di Westworld. In che senso? E’ una delle ragazze del bordello, e i clienti hanno una certa predilezione per lei. William compreso.

 

Ingrid Bolsø Berdal è Armistice, una spietata fuorilegge il cui cammino si intreccerà con quello del personaggio di Ed Harris. Segni particolari: un gigantesco tatuaggio a forma di serpente che parte dalla schiena e le arriva fino in faccia. Una donna di poche parole, ma dal grilletto facile.

 

 

 

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