L’attesa  è quasi giunta al temine, ma dopo che avrete visto il primo episodio penserete solo una cosa: ne è valsa veramente la pena!

 

Su Sky Atlantic sta per arrivare Westworld, l’attesissima novità targata HBO ispirata all’omonimo film del 1973 scritto e diretto d aMichael Chrichton. La serie, prodotta da Jonathan Nolan, Lisa Joy e J.J. Abrams, debutterà negli U.S.A. il 2 ottobre, ma andrà in onda in contemporanea su Sky Atlantic in versione originale sottotitolata, dunque l’appuntamento è per lunedì 3 ottobre alle 3.00. In attesa di vedere il primo episodio, andiamo a scoprire qualcosa di più direttamente dai producer in questo video, Invitation To The Set:

 

 

Sei reale? Se non sai darti una risposta, che importanza ha?

 

Il primo a commentare è Jonathan Nolan, creatore e producer “Ci interessava un preciso momento, quello in cui gli esseri umani saranno in grado di creare la loro stessa realtà,  e popolarla e interagirci in ogni modo desiderato. Cosa succede in un posto dove non esistono limiti e, si presume, dove non ci sono conseguenze?”.

 

“E un classico western che incontra un film di fantascienza”, prosegue Nolan, e subito dopo arriva il commento di J.J. Abrams (qui “solo” in veste di produttore): “Quando si va a scavare più a fondo ci sono tutte queste grandi domande a livello emozionale, domande che parlano delle nostre più grandi paure, delle nostre più grandi passioni, e come ci comportiamo quando tutto questo viene messo in discussione”.

 

Questo posto è la risposta alla domanda che ti stai facendo.

Che domanda?

Chi sei veramente.

 

Lisa Joy, creatrice insieme a Nolan e produttrice, è la prima a parlare del fatto che uno degli obiettivi della serie è stato il ribaltamento della prospettiva. In che senso? Nel senso che fin da subito si entra in connessione con gli host, gli “ospitanti”, termine con cui vengono chiamati gli avanzatissimi androidi in Westworld.

E Thandie Newton, che interpreta proprio uno degli host, Maeve, ci mette davanti a una domanda scomoda ma obbligata: se queste intelligenze artificiali sono così sofisticate da sembrare veramente esseri umani, senza possibilità di distinzione, come ci si deve comportare? Cosa si fa a quel punto?

 

Gli ospiti non tornano per vivere delle storie che dicono loro ciò che sono. Gli ospiti sono qui perché vogliono una scintilla di ciò che potrebbero essere.

 

“Se la simulazione è abbastanza immersiva e coinvolgente, a un certo punto inizi a scoprire delle cose riguardo te stesso che in realtà non avresti mai voluto scoprire”, continua Nolan, e questo ci dice molto sulle eventuali direzioni che la serie potrebbe prendere.

Per Jeffrey Wright, che interpreta Bernard Lowe, il responsabile della programmazione delle macchine, l’esplorazione di ciò che siamo veramente è una delle tematiche chiave, mentre Evan Rachel Wood, volto e corpo dell’androide Dolores, non usa mezzi termini: “E' una sfida. Metterà in discussione i concetti su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”.

 

Abbiamo creato la vita, ma non si può giocare a fare Dio senza aver conosciuto il Diavolo.