di Marco Agustoni

 

Natalia Tena è una ragazza che ama mantenersi impegnata. Da un lato è un’attrice di successo, nota al grande pubblico soprattutto per avere interpretato Ninfadora Tonks nella saga di Harry Potter e Osha nella serie tv in onda su Sky Atlantic Il Trono di Spade. Dall’altro è la cantante e leader della band Molotov Jukebox, che è appena uscita con il nuovo album Tropical Gipsy e che suonerà il 15 luglio in Italia, a Desio (MB), sul palco di Parco Tittoni. Ne abbiamo parlato con lei in un’intervista che, per forza di cose, contiene SPOILER sulla sesta stagione de Il Trono di Spade.

 

 

Difficile non partire proprio da Il Trono di Spade, dato che la sesta è stata una stagione piuttosto sfortunata per te…

Già, mi dispiace molto di essere morta! [ride]

 

Per te è stato difficile girare la scena in cui Ramsay Bolton ti uccide?

È stato difficile da un punto di vista tecnico, visto che per la scena dell’uccisione avevo addosso una sorta di “protesi” da cui sarebbe uscito il sangue, che però ne aveva a sufficienza solo per tre riprese, per cui ero in ansia di sbagliare troppi take. E poi è stato difficile perché quando sono arrivata sul set dopo due anni di assenza, mi sono resa conto che mi mancava moltissimo lavorare per Il Trono di Spade

 

Cosa è cambiato, nel frattempo?

Si vede che la produzione, così come la popolarità dello show continuano a crescere a vista d’occhio. Quando ho cominciato c’era una stanza per il trucco… ora c’è un intero dipartimento!

 

Quantomeno sei stata vendicata…

Sì, me l’hanno detto. Ma non rivelarmi altro, perché non ho ancora visto le ultime puntate!

 

Per chi tiferai, nella battaglia finale che ormai si sta avvicinando?

Dunque, non so ancora chi sia effettivamente vivo, ma la mia preferita è senza dubbio Brienne di Tarth. Mi piace moltissimo come personaggio, ma mi piace anche Gwendoline Christie come persona, è fantastica. Spero che gli sceneggiatori le abbiano riservato un posto nello scontro finale.

 

 

Passiamo invece alla data del 15 luglio a Desio: cosa ci dobbiamo aspettare?

Mi piacerebbe che tuti i presenti sentissero un bisogno irrefrenabile di ballare. Il set è composto da un mix di nostri pezzi “classici” e di brani dell’ultimo album e durante i festival che abbiamo fatto di recente ha funzionato davvero bene.

 

Le canzoni di Tropical Gipsy suoneranno molto diverse, dal vivo?

Direi di no, perché in studio ci siamo impegnati affinché le canzoni suonassero come se fossero eseguite dal vivo. E allo stesso tempo vorremmo che live fossero “perfette” come in studio. 

 

La cosa più strana che vi è capitata durante un concerto?

Ce ne sono capitate tantissime! Una volta abbiamo suonato con affianco un cane dipinto di rosa. Un’altra volta, proprio in Italia, è salito sul palco un tizio vestito da Lego completamente ubriaco, che ha ballato tutto il tempo. 

 

Il titolo Tropical Gipsy descrive perfettamente l’album: siete partiti dal concetto per scrivere poi le canzoni, o viceversa?

Quando ci siamo trovati in studio, non sapevamo bene come cominciare. Per cui ci siamo chiesti: come possiamo definire il nostro sound? Ed è venuto fuori il concetto di Tropical Gipsy, attorno a cui abbiamo costruito le canzoni. Abbiamo anche scritto alcuni brani di cui eravamo molto soddisfatti, ma che non erano Tropical Gipsy, per cui li abbiamo scartati.

 

Ti è difficile conciliare la carriera di attrice con quella di cantante?

A volte sì, perché le date di solito si fissano in anticipo di mesi, poi magari fai un’audizione e ti prendono per un lavoro la settimana dopo. Quindi incastrare il tutto non è sempre semplice. Ma di solito do la priorità a una delle due cose a seconda del momento. Ad esempio l’anno scorso, con la registrazione dell’album, mi sono tenuta abbastanza libera sul versante recitazione.