Ridurre l'arte di David Lynch a un pugno di frasi, di analisi, di recensioni è un vero e proprio crimine. Anzitutto perché probabilmente neanche lui ha capito fino in fondo i suoi lavori (!), e poi perché spiegare qualcosa che va sentito nelle budella e, se vogliamo, va soltanto percepito con la mente razionale sarebbe una sconfitta in partenza. Dai primi lungometraggi a Twin Peaks, in onda ogni giovedì alle 21.10 su Sky Atlantic, c'è un'evidente filigrana nelle opere del cineasta americano, al punto che tutti i suoi lavori sono immediatamente riconoscibili, al punto che anche le sue prime creazioni contengono già tutti gli elementi chiave della sua visione.

Al di là della comprensione a livello intellettivo, al di là dell’analisi, al di là della logica, ecco una selezione di cortometraggi del Maestro che vi terranno compagnia non nei vostri sogni, ma nei vostri incubi!

 

 

Six Figures Getting Sick (Six Times) – 1966 (Sei Figure Che Si Ammalano (Sei volte)). Si tratta di una videoinstallazione in cui, per l’appunto, si vedono sei individui che si ammalano, si tengono lo stomaco e la testa con le mani, e infine vomitano. Sì, insomma: sei figure che si ammalano!

 

 

 

The Alphabet – 1968 (L’alfabeto). Qui Lynch usa la tecnica dello stop-motion applicata all’animazione e alla recitazione. I risultati sono…decisamente inquietanti!

 

 

 

Qui, invece, The Neighbor (Il vicino), il primo episodio della serie Dumbland (Terra di Stupidi). Si tratta di una serie di 8 corti di animazione creati a partire dal 2002 e originariamente pubblicati sul sito ufficiale del regista.

 

 

 

Infine, Darkened Room, del 2002.

 

 

Bonus: The Lady in The Radiator (La signora nel termosifone), un estratto dal film Eraserhead (1977)

 

 

 

Bonus 2: Rabbits Experience, una sorta di trailer dela serie di 7 cortometraggi del 2002 che narra la storia di tre conigli antropomorfi (Suzie, Jack e Jane) interpretati da Naomi Watts, Scott Coffey e Laura Elena Harring.

 

 

 

Vi sentite abbastanza inquieti ora?