di Linda Avolio

 

In Dov’è Mario?, in onda il mercoledì sera alle 21.10 su Sky Atlantic, la vediamo nei panni di Milly, la moglie del protagonista, una drammaturga completamente concentrata su se stessa che finalmente, dopo anni vissuti di luce riflessa (quella del marito, ovviamente), è pronta a gustare il successo…se solo si decidesse ad arrivare! Abbiamo parlato con Rosanna Gentili del suo personaggio e della serie: ecco cosa ci ha raccontato.

 

Domanda di rito, ma doverosa: com’è stato lavorare con Guzzanti?

Beh, essendo io assolutamente innamorata di lui (ndr, ride), è stato un sogno! Dichiarazioni d’amore a parte, mi sono molto divertita, lui è un gentiluomo di un’intelligenza spaventosa, quindi come fai a non innamorarti?

 

Ci parli di Milly, il suo personaggio nella serie.

Come Mario, anche Milly rappresenta un mondo guidato dall’ossequio della cultura, una cultura che però sovrasta, non fa parte della vita di ogni giorno, una cultura quasi “inutile”, che è brutto da dire, ma passatemi il concetto. E’ una donna che in fondo proprio per questo ispira anche compassione in un certo senso, proprio per quanto è distaccata dal reale.

 

Una donna letteralmente fuori da ogni mondo che non è il suo.

Sì, Milly è una donna presa solo da se stessa, sia lei sia Mario sono molto presi da quella che pensano essere la loro missione. Sono totalmente lontani dal reale, dall’essenziale. Quella a cui appartengono è una categoria di persone che pretende di avere a che fare con il reale ma che in realtà non sa niente, e penso che la cosa emerga da alcuni dettagli della scrittura, oltre che dal suo rapportarsi agli altri, specialmente alla sua assistente, la povera Emaciata. C’è una distanza enorme, incolmabile, tra lei e tutto ciò che non è lei.

 

In Dov’è Mario? si parla di doppi, di opposti: gli opposti si attraggono, si respingono, si guardano con diffidenza e vanno ognuno per la sua strada, o si completano?

Scorrono paralleli, come le rette. Si vedono, magari si salutano, ma non si incontrano mai.

 

Cos’è Dov’è Mario?

Anzitutto è una formula interessante, innovativa. Che diverte, che fa ridere, ma sempre con grande intelligenza. C’è dietro una scrittura capace, lascia trasparire molto più di quello che mostra. Il far ridere in Dov’è Mario? non è lo scopo principale, anzi, è un far ridere quasi inconsapevole a volte, e tutti nella recitazione abbiamo cercato di restituire questa cosa, abbiamo lavorato di fino, perché basta poco per cadere nella macchietta. Per tirare le somme: si ride, ma ci girano anche le scatole!

 

Lei si sente più Mario o più Bizio?

Mario ha una sua tenerezza…ma no, direi che non mi sento nessuno dei due!