di Linda Avolio

 

Dall'idea alla sceneggiatura, e poi oltre: su Sky Atlantic il mercoledì sera alle 21.10 è in onda Dov'è Mario?, la serie in 4 puntate che segna il ritorno in tv di Corrado Guzzanti. Oltre a interpretare il protagonista e il suo doppio/opposto, l'artista romano è anche co-autore di questo originale e innovativo progetto insieme allo sceneggiatore e regista Mattia Torre, già autore, tra le altre cose, di quel gioiellino di Boris. L'abbiamo intervistato: ecco cosa ci ha raccontato.

 

Ci parli della genesi di Dov’è Mario?

Ormai un po’ di tempo fa Corrado mi chiese di partecipare alla scrittura di questa serie che voleva fare e che ai tempi era ancora solo un’idea. Io ovviamente accettai subito, è un privilegio avere la possibilità di lavorare con un artista del suo calibro. Ad ogni modo, Corrado aveva in testa questa cosa del comico buzzurro che però non è solo quello, l’idea di partenza aveva moltissime potenzialità, così ci siamo messi a ragionare su quello  per creare una storia in cui incanalare questo personaggio. Questa è, per così dire, l’architettura di base, molto di base, di Dov’è Mario?

 

Mi pare di capire che ci sia voluto molto tempo per arrivare a quello che stiamo vedendo in onda.

Sì, decisamente, abbiamo passato molti mesi tra chiacchiere e riflessioni prima di metterci a buttare giù le prime stesure. E poi ci sono voluti molti mesi di scrittura, alla fine ci abbiamo messo più o meno un anno solo per quello.

 

Non è la sua prima volta con Guzzanti.

Come autore in realtà sì, però avevo già lavorato con lui per Boris e per il film Ogni Maledetto Natale, anche se lui lì era presente “solo” in veste di attore, di interprete. E’ stato molto interessante lavorare a così stretto contatto con Corrado in fase di scrittura, lui per me è un monumento della comicità.

 

In quanto autore, nessuno meglio di lei conosce la serie, dunque la domanda è: cos'è Dov’è Mario?

Mi piace definire Dov’è Mario? come un “racconto morale” anche se in chiave comica. E’ qualcosa che esplora il confine tra la nostra integrità morale e le mille tentazioni del nostro presente in un paese dove lo “svacco” è all’ordine del giorno, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Ci divertiva l’idea di scrivere una serie comica che però parlasse di questo tema, che invece è serissimo.

 

Domanda a bruciapelo: qual è il suo personaggio preferito?

Ma è una cosa che non si chiede mai a uno sceneggiatore (ndr, ride)! Scherzi a parte, direi Mario e Bizio, dove c’è Corrado c’è tutto.

 

Lei si sente più Mario o più Bizio?

Di questi tempi il dibattito è aperto, si cerca di essere un po’ tutti e due…magari non troppo Bizio però!

 

Gli opposti si attraggono, si respingono, si guardano con diffidenza e vanno ognuno per la sua strada, o si completano?

Ci piaceva l’idea di raccontare un paese che ragiona per compartimenti stagni, dove chi legge saggistica non conosce i comici, e viceversa, quindi questo Dr. Jekill e Mr. Hyde può continuare a vivere senza che una parte si renda mai conto dell’altra, e viceversa. Questo è un po’ il paese dei doppi, delle grandi separazioni e del conflitto permanente, quindi direi che gli opposti coesistono ma sono estranei l’uno all’altro.

 

Ci descriva la serie Dov’è Mario? in due aggettivi.

Innovativa e strepitosa.