di Fabrizio Basso
(inviato a Roma)

 

L’attesa è finita. La seconda stagione di Gomorra - La serie riannoda le fila con la prima, e ci porta in un viaggio dove si entra nell’anima di questi personaggi senza redenzione, senza speranza. Dal 10 maggio, giorno del debutto, il martedì sera su Sky Atlantic è dunque dedicato a Gomorra, a Ciro, Genny, Don Pietro e Salvatore Conte, con l'aggiunta di Scianel e Patrizia, le new entry. La prima stagione è stata venduta in oltre 130 paesi in tutto il mondo, e ora si ricomincia in contemporanea in cinque paesi. E mentre noi ritroviamo i nostri (non) eroi, Sky annuncia che si sta lavorando al terzo e al quarto capitolo.

 

Roberto Saviano, autore del romazo da cui è stata tratta la serie, spiega che “per la prima volta si parla di potere e di come accadono certe cose attraverso il potere di una famiglia. Prima queste dinamiche non venivano approfondite. Raccontiamo mondi e meccanismi. Noi studiamo ossessivamente la realtà, il dialogato ha il ritmo delle intercettazioni e degli interrogatori dei boss”. E proprio questi elementi hanno fatto della prima stagione un cult, e hanno creato l’attesa per la seconda al punto che Stefano Sollima, che ha curato la supervisione artistica, ha aggiunto che la prima cosa per il cast è stato “ignorare le aspettative”. Francesca Comencini, regista di alcuni episodi, ha precisato: “tenersi stretti il metodo della prima stagione è stato un punto di partenza prezioso. Gli episodi di violenza che giriamo comportano un forte aspetto emotivo. E’ una serie moderna, anzi di grande modernità”.

 

I sentimenti animano anche il cast, e Fortunato Cerlino, il boss Pietro Savastano, ha detto che “la cosa più bella quando sono iniziate le riprese è stato ritrovarsi in famiglia. Pietro lo avevamo lasciato che evadeva e ora è pieno di rabbia a guardare la parte più nera di se stesso”. Marco D’Amore (Ciro Di Marzio) sottolinea la forza della squadra, mentre Salvatore Esposito (Genny Savastano) conferma che ci sarà e che sarà un personaggio nuovo. Che ci sono nuove alleanze lo spiega Marco Palvetti, che è il boss Salvatore Conte: “Insieme a Ciro cercheremo di sparigliare gli equilibri, di creare nuovi scenari tra le famiglie”.

 

La capacità di compiere l’atto d’amore più grande ma anche la massima perfidia sono le caratteristiche di Cristiana Dell’Anna, interpretata da Patrizia Santoro: “E’ stato catartico entrare in quel ruolo. Le donne hanno un ruolo importante nel tessuto narrativo”.

 

Come essere in Gomorra ha un sapore speciale per Cristina Donadio che inventa l’archetipo Scianel “una donna che vuole solo il potere. I grandi personaggi sono fatti da piccoli dettagli e io ci ho lavorato. Scianel è un regalo per una attrice. Ormai le donne sono nel tessuto di quel sistema perché molti uomini sono in galera: molte scendono in campo per salvaguardare la famiglia, io ci scendo per scelta, per il potere. La donna è più diretta nel raggiungere un obiettivo, anche nella vita”.

A sottolineare l’importanza dei ruoli femminili c’è anche Fortunato Cerino: “Pensate quanto è stata importante Imma Savastano per Pietro”. E infatti la sua presenza alleggia: come dice Scianel “quello che è ora è il frutto di quello che era: Imma non si vede ma c’è”. A proposito, a chi dice che qualcuno o qualche zona abbiano osteggiato le riprese, risponde, serafico, Sollima: “Abbiamo avuto un solo problema: contenere l’entusiasmo”.

 


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