di Fabrizio Basso

Solo lei poteva riuscire nell'impresa. Perché così va definito quelle che Loredana Bertè è riuscita a fare, complice Fiorella Mannoia. Nel suo disco Amici non ne ho ma amiche sì! tolta la prima canzone, E' andata così, duetta, oltreché con la Mannoia (che dell'album è anche produttore), con Emma Marrone, Paola Turci, Alessandra Amoroso, Noemi, Elisa, Nina Zilli, Antonella Lo Coco e Aida Cooper. Davvero tante amiche e nessun amico, anche se qualcuno c'è, come Ligabue, che ha dato a Loredana un testo perfetto per la sua voce graffiante che è proprio E' andata così. La Bertè è molto radicata nei Seventies, gli anni in cui si sviluppano le storie di Vynil, la serie di Sky Atlantic in programma ogni lunedì alle ore 3.00 in versione originale sottotitolata (poi in replica in seconda serata) e alle 21.10 in versione doppiata. La abbiamo intervistata.

Loredana, stanno tornando in auge gli anni Settanta.
Me ne sto accorgendo.
Luciano Ligabue l’ha definita l'artista più punk d'Italia: peraltro cadono in questo 2016 i 40 anni del punk. E' un genere che ama ancora? E' vero che è l'ultima rivoluzione musicale?
No assolutamente, c’è stato poi il tempo dei rasta, rastafari. Ma oltre ai rasta ci sono state tante altre rivoluzioni.
Perché la ha definita punk?
Non penso che mi abbia definito punk per la mia musica ma più che altro per il mio stile di vita, che non mi sono cercata, mi è capitato.
I Settanta non avevano internet.
Io e Mimi quando abbiamo iniziato non avevamo molto, c’erano Crosby, Stills, Nash & Young che si separavano, è stata una tragedia, siamo andate a Londra con l'autostop e una volta arrivate abbiamo comprato dai bagarini i biglietti.
Comunque siete state fortunate.
La vera fortuna è stata che abbiamo incontrato David Zard, che era dieto al palco, e ci ha dato un pass, così siamo riuscite a sopravvivere alla folla immensa. E abbiamo visto sei ore di concerto.
Un concerto indimenticabile?
Ho visto i Beatles quando avevo 15 anni: erano a Roma al cinema Adriano.
Oggi gli anni Settanta sono i più studiati: ci racconta qualcosa dei suoi?
Li ho raccontati tantissimo sia cantando che nel libro. I miei Seventies non hanno segreti.

Ci racconti la storia del disco: se ne parlava da molto tempo, finalmente è arrivato?
Il disco è nato con una telefonata di saluti, da tanti anni non ci sentivamo. C'era la voglia di realizzare un disco di inediti magari più avanti e allora abbiamo pensato a un disco per commemorare i quarant'anni di carriera. Chiamando un po' di amiche a collaborare.
Tante donne. Ma c'è anche Ligabue, seppur come autore.
Fiorella è stata determinante per il coinvolgimento di uno dei pochi uomini. Concordo con il mio produttore: serviva una canzone importantissima per ricominciare dopo tanti anni di inattività discografica.
E' arrivata una grande canzone.
Credevo fosse una missione impossibile, temevo che Ligabue dicesse di no, invece ha accettato.
Progetti di tour?
Spero tanto che nella tournée che inizierà a fine giugno alcune delle collaboratrici mi riescano ad accompagnare in questo percorso.
Farà un concerto con tutte le sue amiche?
Noi speriamo di coinvolgere le nostre colleghe almeno una per volta, compatibilmente con gli impegni di tutti, a essere presenti ad alcune date, fino ad arrivare alla festa finale all’Arena di Verona, con tutte le donne che hanno partecipato al disco, e anche di più.
Che intende?
Chi vuole venire è ben accetto. Il palco è aperto!