“La democrazia è sopravvalutata”. Frank Underwood sta pronunciando il giuramento come vice presidente degli Stati Uniti, posizione raggiunta senza essere stato eletto, e questa è la prima lezione che insegna il protagonista di House of Cards, la serie tv in onda ogni mercoledì alle 21.10 in esclusiva su Sky Atlantic con la quarta stagione. Ma come si fa a diventare un leader politico, ottenendo consensi e raggiungendo posizioni di prestigio? Curiosando fra i sotterfugi e i complotti delle prime tre stagioni, che portano Frank Underwood a sedere nello Studio Ovale della Casa Bianca, una cosa è certa: la leadership dipende completamente da come costruiamo il nostro personaggio. E per farlo c’è bisogno di alcuni ingredienti fondamentali, come spiega lo stesso Kevin Spacey, l’attore che presta il volto al protagonista di House of Cards: "Le tre cose fondamentali da tenere a mente sono l’obiettivo, la consapevolezza e la decisione”.




Leader in tre mosse – Se Frank ci ha insegnato che il fine giustifica i mezzi, la regola numero uno è avere sempre bene in mente il proprio obiettivo, focalizzarsi su di esso e considerare quello il focus di tutte le nostre azioni. Il modo giusto per farlo è essere risoluti: combattere le battaglie importanti con energia e decisione, ma non mettersi mai in gioco quando tira aria di sconfitta. Perché tutto questo funzioni al meglio non deve mancare la consapevolezza: conoscere i punti di forza, ma ancora di più le debolezze degli avversari permette di essere pronti ad ogni evenienza.

Le cose da NON fare – Un leader di successo deve liberarsi di tre cose, considerate di intralcio nella corsa al potere. E Frank Underwood delle cose inutili fa volentieri a meno, come spiega lui stesso nella scena di apertura della prima stagione di House of Cards quando di fronte ad un cane morente dice: “Ci sono due tipi di dolore: quello che fortifica e quello inutile, in cui soffri e basta. Io perdo la pazienza con le cose inutili”. Le cose di cui sbarazzarsi sono l’empatia, l’onestà (un buon leader, per Frank, è anche un buon bugiardo) e il peso della responsabilità delle proprie azioni. D’altronde, è proprio l’attore Kevin Spacey a spiegarlo sul set: “Per quelli come noi che stanno tentando la scalata alla cima della catena (alimentare) può non esserci pietà. La regola è una sola: cacciare o essere cacciati”.



Gli ingredienti segreti – Le lezioni di Frank Underwood non finiscono qua. Dalla fine della terza stagione, ad esempio, capiamo che non bisogna mai separarsi dal proprio alleato: che ne sarà dei piani di Frank ora che la moglie Claire gli ha voltato le spalle? Gli amici e i collaboratori, anche i più fidati, sono tutta un’altra storia: tenerli legati a sé, ma senza dar loro informazioni che un giorno potrebbero ritorcercisi contro, è la strategia ideale. Questo vale anche per gli amanti, chiedere alla giovane reporter Zoe che è stata fatta fuori appena ha iniziato a rappresentare una minaccia... In questo panorama un vero leader deve essere in grado di risolvere ogni problema, senza crogiolarsi nei fallimenti: durante la terza stagione della serie qualcuno del suo partito non appoggia il presidente nella corsa al secondo mandato? È inutile insistere, meglio trovare un’altra strada per farsi sostenere, così nasce il progetto di creare nuovi posti di lavoro per gli americani messo a punto da Frank e dal suo team. Infine, niente dura per sempre (ma il protagonista di House of Cards non pare ancora esserne convinto): credersi immortali rende arroganti e distratti, elementi che possono dare il colpo di grazia ad una carriera politica in difficoltà. Quanto durerà ancora il successo di Frank Underwood nei giochi politici della Casa Bianca?