Diciamoci la verità: quando si tratta di Primarie e di Presidenziali americane, il meccanismo elettorale statunitense non è proprio di facilissima comprensione, specialmente per chi non è born in the U.S.A.!

 

Nato già complicato – a causa della forma federale della nazione, dal momento che gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica Federale composta da 50 stati e da un distretto federale, e dalla visione evidentemente aristocratica della democrazia di fine XVIII secolo dei padri costituenti – il sistema di voto americano può risultare estremamente ostico, motivo per cui abbiamo stilato una guida for dummies che ha il doppio scopo di fare un po’ di chiarezza sulla questione (si spera!) e di rendere più semplice e più avvincente la visione della prossima stagione di House of Cards, in onda in esclusiva su Sky Atlantic ogni mercoledì alle 21.10 a partire dal 9 marzo.

 

Se nel terzo capitolo di “Casa di Carte” Frank era in piene Primarie, nel quarto ci aspettiamo di vedere il risultato di questa lotta senza esclusione di colpi, e poi la corsa verso la Casa Bianca. Per arrivare preparati, continuate a leggere.

 

Il primo passo è, come si può facilmente immaginare, la selezione dei candidati che concorreranno alle Presidenziali. A differenza delle Primarie italiane, tutto sommato di facile comprensione, quelle statunitensi sono piuttosto complicate. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

 

Anzitutto, per ogni schieramento (e per fortuna sono solo due, Democratici e Repubblicani!) ci sono alcune persone che decidono di “correre”, di mettersi attivamente al servizio della comunità, o perché spinte dai propri sostenitori, oppure perché dotate di un ego ipertrofico (caratteristica comune praticamente al 99% dei politici di tutto il mondo). Può trattarsi di politici navigati e conosciuti, oppure di nuove leve, o ancora di personalità di spicco provenienti da vari settori come il mondo dell’economia o dello spettacolo, insomma, c’è spazio (più o meno) per tutti. L’importante è trovare i soldi a supporto della propria campagna…vero Donald? Naturalmente avere il supporto del proprio partito non guasta, ça va sans dire!

 

Ad ogni modo, dopo questa prima scrematura (a emergere in genere sono 4 o 5 nomi, quelli che più hanno catturato l’attenzione non solo del potenziale elettorato, ma anche, forse soprattutto, dei media) si passa alle votazioni, che possono avvenire sotto forma di Primarie o di Caucus.

 

La maggior parte degli stati si affida alla prima modalità, dunque semplicemente si va a votare il candidato del proprio schieramento che si vorrebbe vedere in corsa per le Presidenziali. In realtà le Primarie possono essere chiuse o aperte. Nel primo caso possono votare soltanto gli elettori iscritti alle liste elettorali del partito che ha indetto le elezioni, mentre nel secondo possono votare tutti gli elettori, anche degli schieramenti avversi, purché siano comunque iscritti a una lista elettorale. Si può chiaramente votare solo una volta. In breve: alle Primarie, se non si è iscritti alle liste elettorali non si vota, e stop alle telefonate.

 

Poi ci sono i famigerati Caucus, che sono sempre fonte di interesse e di dibattito oltreoceano, mentre da noi…da noi ancora non si capisce bene in cosa diamine consistano! Semplificando al massimo, i Caucus (parola di chiare origini nativo-americane) sono degli incontri più o meno informali fra membri o sostenitori di un determinato partito politico che comportano non solo un “metterci la faccia”, ma anche un certo grado di partecipazione diretta.

Questi incontri, spesso molto animati e folkloristici, avvengono generalmente in palestre, aule scolastiche, teatri, e altri luoghi di ritrovo. I volontari che lavorano a sostegno dei candidati accolgono gli elettori, e provano a convincerli a votare per il proprio schieramento. Un fine gioco di abilità dialettica, insomma, anche se spesso l’atmosfera che si respira è un po’ quella della sagra di paese! Per concludere, chi, alla fine del periodo di reclutamento, ha più sostenitori, è il vincitore di quel determinato caucus.

 

Infine un ultimo passaggio. I voti che ha un candidato ha ricevuto alle Primarie o ai Caucus andranno a determinare il numero di delegati che lo sosterranno alla National Convention, fase durante la quale viene effettivamente scelto il candidato alle Presidenziali per ogni partito. Va da sé che chi ha racimolato più voti durante la campagna alla fine verrà quasi sicuramente scelto dal proprio schieramento per la corsa alla Casa Bianca.

 

Per chi mastica un po’ d’inglese, ecco un bel video esplicativo:

 

 

E’ tutto chiaro?