di Linda Avolio

 

 

Un’idea nata nel 2006 che finalmente prende vita: è passato un decennio da quando Scorsese e Jagger parlarono per la prima volta di quello che poi si sarebbe chiamata Vinyl, una serie che ci trasporterà dentro un’epoca fondamentale per la storia della musica. L’ultimo capolavoro targato HBO in Italia ha debuttato ufficialmente il 15 febbraio alle 3.00 (in contemporanea con la messa in onda americana), e ora, dopo la versione originale sottotitolata è tempo di versione doppiata. Si parte lunedì 22 febbraio alle 21.10, in esclusiva su Sky Atlantic.

 

Il lungo pilot di Vinyl (152 minuti di puro Scorsese, infatti c’è proprio lui alla regia) si apre nel 1973 su Richie Finestra, il protagonista della serie. Richie, interpretato da un ottimo Bobby Cannavale, è un discografico sull’orlo di una crisi di nervi. Una volta aveva fiuto, mentre ora…beh, ora è in procinto di vendere la sua amata etichetta –  l’American Century Records, ormai sulla soglia del fallimento – alla Polygram.

Un fallimento personale ancora prima che professionale, nonostante la prospettiva di diventare così ricco da non doversi mai più preoccupare di nulla. I suoi soci, Zak Yankovich (il Capo del Dipartimento Promozione, interpretato da Ray Romano) e Skip Fontaine (il Capo del Dipartimento Vendite, interpretato da J. C. MacKenzie) già pregustano i verdoni che intascheranno, mentre lui…lui deve ritrovare il fuoco della vita. Riuscirà la musica a salvarlo di nuovo, soprattutto da se stesso?

 

Intanto, alla American Century Records, la situazione è tragica. La barca ormai fa acqua da tutte le parti, quindi è necessario venderla prima che affondi. Richie, però, non è proprio convinto di voler fare questo passo…e non lo è neanche la giovane Jamie Vine (Juno Temple), un’ambiziosa assistente del Dipartimento A&R (Artists & Recordings, artisti e registrazioni) che si imbatterà in quella che potrebbe essere l’ancora di salvezza dell’etichetta: il nichilista Kip Stevens (James Jagger), leader della band punk-rock The Nasty Bits.

 

In un continuo alternarsi tra presente narrativo e passato (di Mr. Finestra, infatti, vediamo anche le origini in alcuni coinvolgenti flashback), col pilot di Vinyl entriamo nel mondo e nella vita di Richie in quello che probabilmente è il suo periodo più nero. C’è tanta musica in Vinyl, la storia è letteralmente immersa nelle note dei generi in voga all’epoca (il mix fra personaggi realmente esistiti e personaggi inventati è davvero affascinante), ma i 152 minuti di questo pilot sono quasi interamente sulle spalle di Cannavale e del suo tormentato personaggio, vera colonna portante della serie.

 

Completano il cast principale Olivia Wilde, che interpreta Devon Finestra, la moglie di Richie, un’ex attrice/modella che ha fatto parte della Factory di Andy Warhol durante gli anni 60 a New York e che ora si ritrova casalinga non proprio disperata, ma quantomeno non completamente soddisfatta; Max Casella, che interpreta Julius “Julie” Silver, a capo del dipartimento A&R; P. J. Byrne, che interpreta Scott Levitt, l’avvocato dell’American Century, di cui è anche junior partner; Jack Quaid, che intepreta Clark Morelle, un giovane e ambizioso producer; Birgitte Hjort Sorensen, che intepreta Ingrid, amica di Devon e  membro della Factory di Andy Warhol; Paul Ben-Victor, che interpreta Maury Gold, mentore di Richie e proprietario dell’etichetta Rondelay Records.

 

L’appuntamento con Vinyl (e con un grandissimo capitolo della storia della musica) è solo su Sky Atlantic ogni lunedì alle 3.00 in versione originale sottotitolata (in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica in seconda serata) e alle 21.10 in versione doppiata.