di Linda Avolio

 

 

Gli oggetti creati dall’uomo non sono intrinsecamente pericolosi, dipende dall’uso che se ne fa, ma è anche vero che quando si cerca di applicare questo ragionamento al concetto di fissione e di fusione nucleare e alla bomba atomica, tutto appare molto meno relativo.

 

Chissà cosa balenò nelle menti degli scienziati che parteciparono al Progetto Manhattan (denominato così a causa dell’ubicazione della sede direzionale, che si trovava appunto sotto copertura in un edificio di Manhattan a New York), il programma di ricerca e sviluppo in ambito militare condotto dagli Stati Uniti d'America con il sostegno di Regno Unito e Canada dal 1942 al 1946 che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche durante la seconda guerra mondiale sotto la supervisione del fisico Robert Oppenheimer e sotto il controllo pressoché totale del Generale Leslie Groves.

 

E’ a queste domande che (forse) voleva provare a dare una risposta Sam Shaw quando si mise a creare Manhattan, la cui prima stagione debutterà su Sky Atlantic lunedì 28 dicembre. Cosa successe dietro le porte chiusissime dei laboratori della Collina, il villaggio creato appositamente per riunire le migliori menti scientifiche dell’epoca? Come vissero gli uomini e le donne che si trovarono isolati per anni in quel mondo a se stante? Quali sconvolgimenti emotivi e psicologici dovettero affrontare? Come provarono quando venne detto loro che gli ordigni da loro creati sarebbero stati sganciati su obiettivi così sensibili?

 

 

Los Alamos, New Mexico, 1943. Dopo un interminabile viaggio, il giovane e brillante fisico Charlie Isaacs (Ashley Zukerman) arriva finalmente a destinazione insieme alla moglie Abby (Rachel Brosnahan, già vista in House of Cards) e al figlioletto Joey (Miles Hall). Per loro sta per iniziare una nuova vita, ma non sanno ancora che quello che li attende appena al di là del posto di blocco della Collina rischierà di distruggere per sempre la loro famiglia.

 

Charlie si troverà a lavorare nel gruppo diretto da Reed Akley (David Harbour), quello più importante, o quantomeno quello che interessa di più a Robert Oppenheimer (Daniel London), ma c’è un altro pezzo da novanta nel “villaggio degli scienziati”. Si tratta di Frank Winter (John Benjamin Hickey), a capo del gruppo che sta concentrando i suoi studi sulla fusione. Frank è un genio, ma è anche uno che non sopporta i compromessi. Soprattutto, è disposto a tutto pur di provare la sua tesi. I suoi compagni d’avventura, comunque, non sono da meno: Helen (Katja Herbers), Paul (Harry Lloyd), Fritz (Michael Chernus) e Jim (Christopher Denham) sono giovani, curiosi e ambiziosi, ma soprattutto credono in quello che fanno.

 

Certo, se avessero saputo che i loro sforzi avrebbero in qualche modo portato alla creazione di Fat Man e Little Boy, forse qualche scrupolo in più se lo sarebbero fatto, ma a quei tempi c’era in ballo il destino dell’umanità: chi per primo fosse riuscito a costruire la bomba atomica avrebbe avuto in mano non solo la vittoria, ma le sorti del mondo intero.

 

Non solo scienziati. Sulla Collina c’erano anche le mogli e i figli dei cervelloni, e anche loro si trovarono catapultati in un universo che mise a dura prova la loro pazienza e la loro sanità mentale. Per non parlare della salute fisica. Liza (Olivia Williams), la moglie di Frank, una biologa esperta in scienze botaniche, è convinta che gli effetti delle sostanze radioattive non siano letali solo nell’immediato, ma anche anni dopo. Aveva ragione, purtroppo. E Abby, la moglie di Charlie, si troverà sempre più distante da suo marito, in un clima fatto di paranoia e solitudine.

 

Completano il cast della prima stagione Daniel Stern (Glen Babbit, amico e mentore di Frank), Alexia Fast (Callie, la figlia adolescente di Frank e Liza), Jefferson White (il soldato semplice Cole 'Iowa' Dunlavey), Mark Moses (il Colonnello Alden Cox) e Carole Weyers (Elodie).

 

L’appuntamento con Manhattan è ogni lunedì su Sky Atlantic a partire dal 28 dicembre.