di Camilla Sernagiotto

Ci sono amanti del brivido e amanti del brivido. Chi dentro e chi fuor di metafora, insomma.
I primi sono i più banali adrenalina-addict che abbisognano di forti emozioni e situazioni al limite della sopportazione per sentirsi vivi mentre i secondi sono quelli ai quali servono temperature artiche. Quelle che ti fanno sì sentire vivo, sempre che gli arti non ti si congelino dal freddo.
Ultimamente il meteo più in voga sul piccolo schermo è quello da inverno inoltrato, quello per cui la neve è così abbondante e friabile da fare lo stesso effetto delle sabbie mobili di Indiana Jones: inghiottirti totalmente e inesorabilmente.
Ma non solo la neve è tale da inghiottirti: anche il livello di coinvolgimento è così alto da ingurgitare tutta l’attenzione e l’emotività dello spettatore.
Nonostante l’essere umano tenda a preferire mete vacanziere tropicali in cui sfoggiare bi e trikini ben più simili a costumi adamitici, la specie spettatrice opta più volentieri per luoghi innevati e tendenti al meno zero.
E a quel punto l’insostenibile leggerezza di bikini e parei lascia il posto a cappotti pesanti, pellicce, piumini e parka che da un lato isolano dal gelo ma, dall’altro, nulla possono contro il gelo metaforico: quello dato dalle raccapriccianti scene che spesso si svolgono su terreni ghiacciati.
Nelle serie televisive innevate, il sangue risalta molto di più. Parola di chi non si è perso nemmeno un secondo di Fargo.
La serie cult prodotta dai fratelli Coen è arrivata alla seconda stagione, in onda ogni martedì alle 21.10 su Sky Atlantic, a colpi di scena (e di fucile e di pistola) targati gelido Minnesota.
Una terra inospitale non solo per quanto concerne le temperature severe ma anche per ciò che succede nella piccola cittadina di Fargo. Da battere i denti. Non per il freddo.




Non farà paura come Fargo ma di certo è fredda uguale se non di più Lillehammer, la città norvegese che il mafioso italoamericano Frank Tagliano sceglie come meta del suo programma di protezione testimoni nella serie Lilyhammer. Trasformatosi in Giovanni "Johnny" Henriksen, il vecchio Frank perde il pelo ma non il vizio e difatti cadrà nelle abitudini di un tempo aprendo un locale dal quale ricomincerà a gestire loschi traffici.
Insomma: Frank ha sempre voglia di finire al fresco! Sarà per questo che ha scelto come nuova casa la freddissima Norvegia.




In materia di temperature glaciali, merita una menzione d’onore il paesino messo a titolo nella serie Fortitude. Una fredda e tranquilla comunità della regione artica situata sull'isola Spitsbergen, che non è certo un atollo per trascorrere vacanze sollazzati a sorseggiare Mojito…
Con più orsi polari che anime, Fortitude ha un tasso di criminalità davvero bassissimo (tolto quello riconducibile ai famelici orsi di cui sopra…).

Fino a quando un brutale omicidio non macchierà di sangue la neve.