Anni ’80, qui in Italia c’erano i paninari e i dark, mode giovanili che celebravano due opposti stili di vita: i primi un crescente benessere che conteneva già i microbi della crisi, i secondi un percepire più oscuro e angoscioso. Intanto il mondo era attraversato dal terrore degli ordigni nucleari e, sebbene la Guerra Fredda si stesse per estinguere, altre tragedie mondiali spalancavano scenari ancora più inquietanti. 

 

E’ stato proprio in questi anni che il fenomeno dei videogiochi si è affermato con forza, proponendo una via di fuga dalla realtà, grazie alla sua capacità di immergerci in altri mondi. 

 

Nelle sale da gioco e in casa con le prime console domestiche ognuno poteva diventare un eroe o distrarsi dal presente grazie a puzzle che richiedevano abilità da virtuosi e gratificavano con i record da raggiungere. 

 

Sono davvero tanti i capolavori videogiocosi di quegli anni, adesso riportati in auge con la loro storia sociale e politica dalla serie Deutschland ’83. Molti di questi videogame continuano a evolversi puntata dopo puntata, altri si sono estinti ma restano dei classici sempre godibili. Qualcun’altro, poi, è addirittura finito nei musei. 

 

Tra Space Invaders e Pac-man - Dopo i fasti di Space Invaders, arrivato nelle prime sale da gioco alla fine degli anni ’70 e divenuto un mito e una macchina fabbrica-denaro, il decennio si è aperto con una altro videogame destinato alla leggenda: ovvero Pac-Man che con la sua colonna sonora irresistibile, il carisma del protagonista e la sua geniale costruzione giocosa ha sedotto milioni di giocatori di tutto il mondo. 

 

Donkey Kong e Pitfall - Il 1981 fu un anno capitale perché vennero distribuiti classici intramontabili come Donkey Kong con i suoi barili minacciosi, il gorilla gigantesco e un Super Mario ancora senza nome. Nello stesso anno sono poi arrivati, in ordine: il colorato, bellissimo e spaziale Galaga; l’epopea di una rana di Frogger; la perlustrazione dello spazio a scorrimento di Defender. L’anno dopo, invece, fu caratterizzato dall’avvento dell’avventuroso e punitivo Pitfall di Activision che ci insegnò con tutto il suo splendore “giunglesco” un nuovo modo di emozionarci tra trappole, pericoli e tesori.

 

Il decennio di Super Mario e Zelda - Ma sono tre, oltre Pac-man, i videogiochi fondamentali di quegli anni e due sono stati creati dalla stessa persona, il genio e artista Shigeru Miyamoto. Il primo è Super Mario Bros del 1985, che uscì nelle sale gioco ma divenne il primo best-seller della console domestica di Nintendo. 

 

Il secondo è Legend of Zelda del 1986, prima vera avventura moderna in un mondo fantastico così gigantesco e complesso che fu necessario inventare un sistema per salvare la propria posizione nel gioco per continuare sempre laddove si era finita la partita precedente. 

 

Tetris - Il terzo è un videogioco russo, il grande Tetris del 1984 che non conosce la fine grazie alla sua sublime astrazione geometrica e al suo fenomenale impianto ludico capace di incantare un pubblico di ogni categoria.