di Camilla Sernagiotto

I medici della testa sono i più temuti dalle signore. E con “medici della testa” non s’intende i parrucchieri, considerati invece dal gentil sesso veri e propri deus ex machina calati dal cielo per risolvere ogni capriccio che passa per la testa, appunto. I suddetti dottori specializzati nel capo sono gli psicanalisti e gli psichiatri da cui tantissimi pazienti (anche i più insospettabili) vanno ormai da anni. E le signore li temono perché immancabilmente riescono a tirar loro fuori le peggio doppie punte che ci si possa immaginare…

 

C’è chi ha fatto un vero e proprio abbonamento. Assai più dispendioso di quello dello stadio o della palestra. Per molti ormai è un impegno che è d’uopo onorare, come quando alla vigilia di Natale bisogna per forza andare a fare la Via Crucis dal parentado per dispensare auguri e dolcetti di zenzero. Se qualche paziente non ha più la pazienza di andare a raccontare vita, morte e miracoli di se stesso e della sua famiglia ai vari Dottor Mari di turno, ecco qualche escamotage per recidere quel cordone ombelicale che si instaura tra paziente e psicologo.


Perché ricordate: dello strizzacervelli potete fare anche a meno. Ma non di In Treatment, la cui seconda stagione è in onda ogni giorno dal lunedì a venerdì su Sky Atlantic!

 

Scherzi a parte, tutto ciò che precede e segue è solo un divertissement faceto che strizza benevolmente l’occhio a ogni strizzacervelli che, per fortuna, esiste e ci aiuta a essere più buoni. Esattamente come Babbo Natale.



Basta risposte! Iniziate con le domande – Un tizio che da anni sa tutto di noi, dai traumi infantili al numero della nostra carta di credito, e noi invece che sappiamo a malapena il suo nome di battesimo? Questo rapporto è iniquo! Incominciate a tartassare il vostro psicologo con domande a tappeto su di lui, sulle sue emozioni, sui suoi rimpianti, sui suoi sogni e sulla sua famiglia. Puntate ovviamente sul rapporto con la madre.



Un dolcetto di zenzero alla mamma dello psicologo – Durante la Via Crucis natalizia dal parentado, fate tappa a casa della madre del vostro dottore. Sarà ben lieta di spiegarvi la storia dal suo punto di vista, dandovi così un coltello dalla parte del manico. Più affilato del profilo del volto che solo ora notate che il vostro psicologo ha ereditato paro paro dalla madre.



Tu cuoco, brutto figlio mio! – Il vostro piano diabolico per sabotare lo psicologo-aguzzino è giunto alla fase cruciale. Durante l’incontro con il dottore, quello che ha preceduto la visita da sua madre, siete riusciti a convincere lo psicologo a sollevare sua mamma dall’onere annuale di preparare il pranzo di Natale. Dopo le sue confessioni su quanto i suoi problemi derivino dall’educazione troppo dura e dal poco amore ricevuto dalle braccia materne, avete insinuato in lui il dubbio che forse sua madre era troppo occupata a preparare colazioni, pranzi e cene per tutta la famiglia, a sfornare tacchini ripieni a Natale e infornare panettoni da servire caldi sulla tavola imbandita ad arte. Con questi discorsi sicuramente otterrete ciò che volevate: far sentire in colpa il dottore per aver recriminato da sempre la madre per tutti i suoi problemi. Il senso di colpa è più affilato del coltello e del profilo genetico del vostro psicologo, sappiatelo.
A questo punto il dottore, da buon figliol prodigo, arriverà alla conclusione che quest’anno non farà sgobbare mammà il giorno di Natale, così preparerà lui stesso il pranzo per farle una sorpresa.
Ma, si sa: come i bambini che amano sorprendere i genitori preparando loro la colazione spesso sorprendono anche i loro stomaci procurandogli non pochi grattacapi (e grattapancia), anche i figli cresciuti possono fare altrettanto danno. Se non a livello intestinale, sicuramente a livello mentale.
Togliete a una madre attempata il piacere di impiattare un pasto natalizio alla sua famiglia riunita e le farete il più grande torto che si possa fare.



A questo punto il vostro diabolico piano di Natale per conciare il vostro psicologo per le feste è giunto al termine. Godetevi lo spettacolo facendo una scorpacciata di dolcetti di zenzero rimasti e non perdendo nemmeno un episodio della seconda stagione di In Treatment, in onda ogni giorno dal lunedì a venerdì su Sky Atlantic.