Politica, tensioni razziali e... Bruce Springsteen. Gli ingredienti di Show Me a Hero, miniserie prodotta da HBO, sono questi. E non potrebbe essere altrimenti visto che le sei puntate sceneggiate da David Simon (The Wire) e dirette da Paul Haggis sono ambientata nella cittadina di Yonkers, a pochi chilometri da New York City in un periodo compreso tra il 1987 e il 1994. Come dire, a due passi dal New Jersey, luogo di nascita del Boss, e nel momento di massima fama del musicista. Dunque, ad accompagnare la battaglia del giovane sindaco Nick Wasicsko (interpretato da un ispirato Oscar Isaac) in favore di un progetto urbanistico contro la segregazione razziale sono proprio le melodie di uno dei grandi del rock americano che danno alla serie un'identità ancora più netta e ne modellano le atmosfere.



Nel nome del boss – Dopo tutto, come spesso accade nelle serie scritte da Simon, il racconto di Show me a Hero è corale. Le storie individuali si intrecciano ed è proprio la voce del boss che finisce per fare da collante tra i vari punti di vista emergendo come ulteriore invisibile (ma ben udibile) protagonista. A dimostrarlo, e a dettare il tono del resto della serie, è il montaggio iniziale della prima puntata con le immagini che si alternano accompagnate da “Gave it a Name”. Si parte dal Boss dunque e con il Boss si resta visto che è la sua voce ad accompagnare gli snodi della narrazione facendo da colonna sonora alle fluttuanti emozioni del sindaco. Quando in un bar Wasicsko parla delle sue ambizioni politiche a fare da sottofondo della sua passione è Hungry Heart. E quando lui e la fidanzata Nay Noe vanno a vivere assieme il momento è celebrato con la ballata All that Heaven will Allow. Mentre pezzi come Ramrod o Brilliant Disguise sottolineano momenti di svolta nella vita del personaggio o l'emergere di nuovi tratti nella sua personalità.



Le note giuste – Il risultato, come è stato notato, non è mai invasivo ma sempre puntuale. Dopo tutto, Wasicsko è un 28enne bianco che viene da una famiglia della “working class”, insomma il prototipo dell'appassionato di Springsteen. Sembra così naturale che la musica giusta per un simile protagonista sia proprio questa. Eppure, come raccontato dagli stessi creatori, la scelta del Boss è avvenuta solo in secondo momento, in fase di post-produzione. Perfino Oscar Isaac ha saputo della decisione quando i ciak erano ormai chiusi. Parte del merito, dicono gli autori, va a un dirigente di HBO che ha suggerito per primo la strada.



Direttamente dagli anni '80 – Se è il Boss a dare il tono, il resto della colonna sonora è un distillato di musica anni '80. Si va da I wanna dance with somebody di Whitney Houston a Walk of Life dei Dire Straits. E poi tanto rap e hip hop, soprattutto quando le scene si svolgono nei quartieri “neri”della città. A partire da Welcome to the Terrordome dei Public Enemy o Rollin' With Kid N Play dei Kid N Play. Insomma, suoni del decennio rampante che spaziano dalla disco alla liriche più arrabbiate dei ghetti. Alla fine però è facile immaginare che Show Me A Hero, acclamata dalla critica e accreditata di ottime recensioni, verrà associata soprattutto alla voce inconfondibile di Bruce Springsteen.