Disorientamento, dubbi sulla effettiva correttezza delle proprie percezioni, stupore, meraviglia, e tante, tante domande: chi ha già visto il primo episodio della seconda stagione di The Leftovers in versione originale sottotitolata, sicuramente per i primi dieci minuti (ma non solo!) si è sentito così:

 

 

E voi che invece siete stati così pazienti da aspettare la versione doppiata in italiano, non illudetevi: succederà anche a voi!

 

The Leftovers is back, ed è tornato alla grande. Non diamolo però per scontato: Damon Lindelof, creatore della serie, ha candidamente rivelato di aver vissuto momenti di grande indecisione dopo il finale della prima stagione, e di non essere mai stato completamente sicuro che sarebbe riuscito a scrivere una seconda stagione. Eppure una ragione per continuare Lindelof deve averla trovata…e meno male, aggiungiamo noi, perché il secondo capitolo televisivo della serie ispirata al romanzo Svaniti nel Nulla di Tom Perrotta è anche meglio del primo, come ripetuto più volte dalla critica americana su alcuni dei più famosi siti di intrattenimento.

 

Non aspettatevi illuminazioni e grandi rivelazioni, però. La seconda stagione di The Leftovers non ha intenzione di dare risposte, anzi, pone ulteriori quesiti, ma non è questo il punto: l’importante non è il “perché”, l’importante è il “come”. C’è un clima leggermente meno asfissiante, c’è almeno la promessa di una potenziale felicità. La frustrazione causata dalla consapevolezza di non poter cambiare ciò che è stato può portare alla pazzia, ed è per questo motivo che, prima o poi, bisogna accettare che no, non avremo mai il controllo totale su quello che ci succede, e che no, il dolore non se ne andrà mai completamente. Ma ciò non significa che non sia possibile voltare pagina e andare avanti.

 

Sono a questo punto i Garvey 2.0 quando li ritroviamo, ed è per questo motivo che decidono di raggiungere il Reverendo Jamison e la moglie a Jarden, in Texas. Sicuramente andare a vivere all’interno del Miracle National Park, nell’unica cittadina dove non c’è stata nemmeno una singola sparizione durante l’Improvvisa Dipartita, non può che essere di buon auspicio, non è vero? Chiedetelo ai Murphy, i nuovi vicini di casa di Kevin, Nora, Jill, e della piccola Lily. Sicuramente Erika, John, Evie e Michael avranno delle storie molto interessanti da raccontare.

 

Anche per Laurie e Tommy è tempo di voltare pagina. Dopo aver fatto parte, ma soprattutto dopo aver detto definitivamente addio alle sette che erano riuscite a plasmare temporaneamente le loro menti (i Colpevoli Sopravvissuti per quanto riguarda lei, i seguaci di Santo Wayne per quanto riguarda lui), madre e figlio devono (ri)trovare la strada, e non sarà facile. Specialmente se sul loro cammino troveranno una Meg che ormai è diventata la nuova Patti.

 

Se la prima stagione in alcuni momenti ci aveva spiazzato, la seconda ci sta convincendo sempre di più settimana dopo settimana, e non vediamo l’ora di vedere cosa succederà a Kevin e compagni. Noi non possiamo che augurare loro di trovare un po’ di pace e di serenità, ma non ci illudiamo, sappiamo bene che Lindelof gliene farà passare delle belle anche in questo nuovo ciclo di dieci episodi. Non a caso si dice "il sadismo dello scrittore"...

 

 

L’appuntamento con gli episodi in versione originale sottotitolata di The Leftovers è ogni lunedì alle 3.00 (in contemporanea con la messa in onda americana, poi in replica in seconda serata il giorno stesso), mentre quello con gli episodi in versione originale sottotitolata è ogni martedì alle 21.10 a partire dal 27 ottobre. Ma fate attenzione: per due settimane (martedì 27 ottobre e martedì 3 novembre) saranno trasmessi due episodi, poi, dal 10 novembre, ne andrà in onda uno, in linea con la programmazione americana. Buona visione!