di Linda Avolio

 

 

Stanno per tornare. Anzi, sono già tornati: su Sky Atlantic martedì 29 settembre alle 21.10 debutta finalmente la seconda, attesissima stagione di Les Revenants, la serie-rivelazione francese che ha conquistato i seriofili di tutto il mondo. Protagonisti indiscussi i morti che in fondo non sono poi così morti, i “ritornati”, col loro spaesamento, con le loro coinvolgenti storie. Ma anche le madri, i padri, gli amici, gli innamorati, i figli di questi fantasmi in carne e ossa, che si trovano ad affrontare una situazione surreale e decisamente inaspettata.

 

Cosa dobbiamo dunque aspettarci dalla seconda stagione che, come sappiamo dalla sinossi ufficiale rilasciata da Canal +, comincia a sei mesi di distanza dai fatti di La Horde, l’avvincente finale del primo capitolo? Ecco cos’ha dichiarato il creatore della serie Fabrice Gobert in merito: "La prima decisione è stata quella iniziare sei mesi dopo la fine della prima stagione. C’è voluto un po’ per esserne pienamente convinti. Poi, gradualmente abbiamo trovato il modo di riprendere il filo della storia attraverso il personaggio di Berg (Laurent Lucas), l’ingegnere che arriva nel primo episodio e che sta provando a capire cosa sia successo. Porta avanti le sue indagini da esterno. Ma presto percepiamo che anche lui ha qualcosa da nascondere. E’ una sorta di guida che pone le stesse domande che si pone il telespettatore. A differenza della prima stagione abbiamo dovuto fare attenzione a non lasciare i misteri aperti troppo a lungo. Volevamo ristabilire in maniera chiara le tensioni ridefinendo le relazioni tra i vari caratteri."

 

E ancora, riguardo la decisione di parlare di qualcosa di sovrannaturale in modo molto intimo: "Quando abbiamo iniziato a pensare alla serie qualche anno fa, Canal + usò il termine supernatural soap. Ho pensato sarebbe stato interessante, in questo strano universo, evocare le relazioni tra genitori e figli e tra innamorati in un modo diverso. Per me, Les Revenants, è sempre stata una serie sull’amore. I legami familiari, l’eredità che si lascia, cosa significa essere madre o padre di qualcuno – è affascinante esplorare tutti questi sentimenti in situazioni soprannaturali. La maggior parte delle discussioni che abbiamo avuto mentre scrivevamo la sceneggiatura verteva proprio su questo. Al posto di soluzioni narrative fantastiche abbiamo cercato trame più interiori. […] Abbiamo voluto inserire alcune storie d’amore – non in primo piamo, ma credo che ci sia molta forza nell’amore tra due persone in situazioni difficili. Audrey Fouché (ndr, la sceneggiatrice) ed io abbiamo discusso molto sul libro L’amore al tempo del colera che prova quanto in una situazione tanto grave quanto un’epidemia, le persone abbiano bisogno dell’amore. Più in generale, la questione dei legami è riformulata sulla base di quello che accade ai personaggi. E’ un soggetto bellissimo, è inesauribile."

 

Come dargli torto? Non solo lutto e legami, d’amore o di sangue: in Les Revenants c’è anche spazio per riflettere sul concetto di fede: "Per come la vedo io, è il principio del sovrannaturale: entrare in un universo inimmaginabile nella vita vera, popolato da personaggi che sembrano a loro volta doversi scontrare con i limiti della loro concezione della realtà. Il comandante dell’esercito, interpretato da Laurent Capellutto ne è un esempio. Per tutta la stagione, vedremo come affronterà situazioni sempre più strane. Resta aggrappato a una certa razionalità, cerca di capire, finché alla fine cede."

 

Insomma, il nuovo capitolo inizierà carico d’aspettative (in Francia, tra l’altro, sono ormai passati quasi tre anni, quindi la pazienza degli spettatori d’oltralpe è a dir poco al limite!), ma siamo sicuri che Gobert e compagni non ci deluderanno: l’appuntamento con la seconda stagione di Les Revenants è ogni martedì alle 21.10 a partire dal 29 settembre, solo su Sky Atlantic.