Alamo non era la fine: era l’inizio. L’inizio di cosa? Di quella che sarebbe passata alla storia come Guerra d’indipendenza del Texas dal Messico, o Rivoluzione Messicana. La Battaglia di Alamo (23 febbraio – 6 marzo 1836) fu infatti un episodio chiave del conflitto. Dopo un assedio di 13 giorni, le truppe messicane assaltarono la missione francescana di Alamo (situata vicino all’attuale San Antonio), e non fecero prigionieri. La crudeltà di Santa Anna durante la battaglia fu d’ispirazione per molti coloni texani e avventurieri provenienti da varie parti degli Stati Uniti, che decisero di unirsi all’esercito di Sam Houston in nome della libertà.

 

Texas Rising comincia subito dopo la fine dello scontro, con l’ingresso vittorioso del Presidente Generale al Forte e la fucilazione di un gruppo di superstiti. Si salvano solo Emily West, vecchio amore del Generale Sam Houston, a capo dell’esercito texano, una donna e sua figlia.

 

 

 

 

“Alamo ebbe un ruolo molto importante. A quei tempi, se eri contro lo Stato eri un fuorilegge, quindi per Santa Anna la ribellione fu guidata da fuorilegge, da pirati…gente per cui non c’era bisogno di applicare le regole. Fu un vero e proprio massacro”, spiega il regista Roland Joffé. E ancora “Alamo significa molte cose. Da un certo punto di vista può essere considerato un disastro, ma dall’altro è stato di vitale importanza per unire gli spiriti dei texani in battaglia”. Bill Paxton, invece, ricorda che la Battaglia di Alamo spinse molte persone e molte famiglie texane a combattere per l’indipendenza e per vendicare i propri fratelli, barbaramente trucidati.

 

L’appuntamento con la terza e la quarta puntata di Texas Rising è per lunedì 21 settembre alle 21.10, solo su Sky Atlantic.