Siamo soliti pensare al Texas, il "Lone Star State", come a uno dei più rappresentativi degli Stati Uniti d'America, uno stato iconico, uno stato che incarna perfettamente l'american way of life, quantomeno nell'immaginario di noi europei (e, molto probabilmente, del resto del mondo!). Speriamo dunque di non causarvi uno shock dicendovi che in realtà il Texas una volta era una porzione di uno degli stati (il Coahuila y Texas) facenti parte degli Estados Unidos Mexicanos, AKA il Messico, e che solo nel 1845 è entrato a fare ufficialmente parte degli U.S.A.! 

 

Texas Rising, l'avvincente miniserie in dieci puntate targata History Channel, racconta appunto la Guerra d'Indipendeza del Texas dal Messico, conosciuta anche come Rivoluzione Texana. Ma facciamo un passo indietro. Grazie a un accordo tra governo americano e governo messicano, a cavallo tra fine settecento e inizio ottocento numerosi coloni statunitensi si trasferiscono nella regione del Texas in cerca di una vita migliore, e dal 1824, anno in cui viene redatta una Costituzione Messicana di stampo federalista, le cose vanno tutto sommato abbastanza bene.

Poi, nel 1835, il Presidente e Generale Santa Anna decide di abrogare la suddetta Costituzione e di farne entrare in vigore un'altra, di chiaro stampo unitario e anti-schiavista che va a colpire direttamente i coloni americani, che spesso portano con sé degli schiavi per lavorare la terra. Che fare dunque? Abbandonare il Texas, o combattere per quella che ormai è diventata la propria terra? In breve tempo la situazione precipita, e ha così inizio la Guerra d'Indipendenza del Texas, che vede contrapporsi l'esercito texano (formato da coloni, ex coloni, simpatizzanti statunitensi e tejani che sono ormai stati bollati come traditori della patria) e l'esercito messicano dal 2 ottobre del 1835 al 21 aprile del 1836. 

 

Roland Joffe, che ha diretto i dieci episodi di Texas Rising, ci spiega meglio il contesto storico in questo video:

 

 

"E' un periodo storico molto complesso, molte cose non erano ancora definite, il Texas era per la maggior parte non abitato e non coltivato, e per i coloni americani rappresentava la possibilità di costruire qualcosa di concreto" racconta Joffe. E aggiunge "In breve, successe questo: uno stato, il Texas, voleva mantenere la sua autonomia, non voleva essere inglobato da un governo centrale, e Santa Anna era un centralista, era quasi un dittarore per certi aspetti. E' stata una battaglia per la libertà".

 

In quest'altro video, invece, Olivier Martinez, interprete di Santa Anna, ci spiega il punto di vista politico (e non solo) del Presidente Generale:

 

 

"Santana era larger than life, era uno che faceva sempre le cose in grande, ma era anche pieno di contraddizioni. Visto dagli americani era decisamente imprevedibile, ma per i messicani ogni sua parola aveva un senso preciso. Non era un codardo, per niente, anzi, era molto coraggioso. Era  un Capo di Stato, avrebbe potuto restarsene tranquillo al sicuro in un palazzo, invece andò in prima linea a combattere". E ancora "Non vedo buoni o cattivi in questa storia, vedo persone che combattevano per diversi obiettivi".

 

La miniserie vanta un cast molto corposo, e con molti volti noti, tra cui Jeffrey Dean Morgan nei panni del Texas Ranger Deaf Smith, Bill Paxton nei panni del Generale Sam Houston, Brendan Fraser nei panni del Ranger Billy Anderson, Ray Liotta nei panni del sopravvissuto e traumatizzato Lorca e Cynthia Addai-Robinson nei panni di Emily West, la "rosa gialla del Texas" (clicca qui per il cast principale al completo).

 

 

E voi da che parte starete? L'appuntamento con Texas Rising è ogni lunedì alle 21.10 a partire dal 14 settembre, solo su Sky Atlantic.