Oltre la metà degli uomini (e circa metà delle donne) nel mondo pensa al sesso almeno una volta al giorno. E la causa scatenante non è tanto un bisogno fisico da soddisfare, quanto le sinapsi che avvengono nel nostro cervello, almeno secondo le più recenti scoperte in ambito neuroscientifico.

Così, mentre sul canale 110 di Sky a breve faranno ritorno i “maestri del sesso” con la terza stagione di Masters of Sex, scopriamo tutto quello che la neuroscienza ha scoperto sul rapporto fra cervello e attività sessuale. Perché quando si parla di desideri, ossessioni e piaceri è (quasi) tutta una questione di testa...

 

Scientificamente infedele – Ami il tuo partner, ma sei attratto da un altro, così la coppia scoppia. E la colpa è tutta dei nostri neuroni. Già, perché secondo recenti studi l’amore e la lussuria non vengono necessariamente indirizzati verso la stessa persona, ma possono coesistere in ognuno di noi, perché derivano da risposte neuronali separate. 

Intanto altri studiosi, partendo dall’osservazione del comportamento animale e comparandolo con quello umano, dimostrano che la tendenza di donne e uomini alla monogamia o alla promiscuità può essere influenzata chimicamente: si è arrivati alla conclusione che un uomo inalando una sostanza neurochimica come l’ossitocina può diventare (seppur solo temporaneamente) più empatico e sensibile, e di conseguenza fedele.

 

Uomini contro donne – Se gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, come recita la copertina di un noto libro, possiamo dire che anche sotto le lenzuola l’approccio maschile e femminile è molto diverso. Certo, l’occhio vuole sempre la sua parte, ma nel caso dell’uomo l’aspetto visivo diventa un elemento imprescindibile durante un incontro hot: il maschio innamorato mostra una maggiore attività nella corteccia cerebrale rispetto al cervello delle donne. Le fanciulle, invece, se la devono vedere con l’ippocampo, quella regione del cervello associata alla memoria (che generalmente nel cervello femminile è più estesa). Dunque, ragazzi, attenzione a non sgarrare! La donna, anche in certe situazioni, ricorda tutto, dettagli compresi.  

 

L’amore crea dipendenza – Mentre Bill e Virginia si interrogano insieme al pubblico sugli aspetti più misteriosi del sesso, dalla scienza arriva una risposta per tutti coloro che hanno sofferto le pene del cuore. Il mal d’amore? Esiste eccome. E può provocare dipendenza, quasi come una qualsiasi droga. Già, perché pensare al proprio amato mette in moto uno stimolo che rilascia una scarica di dopamina nella zona del cervello legata al centro del piacere, regalando all’amante un effetto simile a quello delle sostanze stupefacenti e generando forte dipendenza. Anche il fisico subisce degli effetti: il cervello durante l’innamoramento deve fare i conti con l’aumento dell’ormone dello stress, che aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, tutti effetti simili a quelli manifestati da persone che utilizzano potenti stimolanti come la metamfetamina.

 

Pro e contro dell’amore – Perché quando siamo innamorati ci sentiamo più temerari e compiamo azioni più coraggiose (o stupide) del solito? Anche in questo caso tutto parte dalla testa: la zona della corteccia prefrontale del cervello che comanda il ragionamento e il controllo durante l’innamoramento rallenta, come anche l’amigdala, un componente chiave del sistema stimolo-risposta del cervello. Ma non è finita qui: quando siamo innamorati il nostro cervello sperimenta un calo del neurotrasmettitore serotonina, che aiuta a sentirsi sicuri e stabili contro ansie e incertezze. Ma vediamo il lato positivo della questione: se lei si lamenta perché siete diventati ossessivi e soffocanti, potete sempre scaricare la colpa sui vostri neuroni.