Il quarto episodio della seconda stagione di True Detective si chiude con una sparatoria (qui sopra trovate il video del backstage delle riprese, a cui hanno partecipato in veste di consulenti due veri Navy Seals, soldati della Marina Militare) che costa la vita a numerosi poliziotti della squadra guidata da Ani e  a numerosi scioperanti riuniti in protesta. Un vero e proprio bagno di sangue da aggiungere nella colonna “Contro” della lista “Vivere o meno a Vinci” insieme alle voci spaccio, corruzione, gioco d’azzardo, prostituzione, strani omicidi e inquinamento alle stelle.

 

Insomma, la cittadina in cui è ambientato il nuovo capitolo della serie creata da Nic Pizzolatto per HBO non è proprio il posto ideale in cui crescere dei figli, ma è il posto perfetto per ambientare una storia che parla di assassini con maschere di corvo, detective con ferite emotive (quasi) impossibili da far rimarginare, e criminali che vorrebbero fare le cose come si deve ma che alla fine sono costretti a tornare alle vecchie abitudini. Andiamo a conoscere un po’ meglio Vinci.

 

Vinci esiste veramente? – No, Vinci è una cittadina fittizia, ma Pizzolatto ha dichiarato di essersi ispirato alla cittadina di Vernon, nella Contea di Los Angeles. Una città che in realtà è più una corporation mascherata da città, infatti, stando a quanto riportato da Wikipedia, i residenti sono solo 112, la maggior parte dei quali sono impiegati del comune o amministratori cittadini. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze: Vernon è infatti costantemente affollata di pendolari, con una media di 50.000 persone al giorno che si riversano negli impianti e nelle fabbriche che, di fatto, occupano quasi tutto il suolo cittadino.

 

Perché così tanta corruzione? – In breve: in una città industriale come Vernon si producono letteralmente milioni in fatturato e, di conseguenza, in tasse. E poi c’è una gigantesca centrale di energia elettrica che va a rifornire anche zone molto lontane. Se poi calcoliamo che i residenti, come scritto sopra, sono solo 112, ciò significa che la ricchezza media pro capite è molto alta, e se aggiungiamo il fatto che l’amministrazione non deve spendere risorse per scuole, strade, parchi e altre cose per cui una città normale spenderebbe parecchio…beh, diciamo che li spendono per altro, tipo case di lusso, voli in prima classe, autisti personali, e molto probabilmente sostanze “inebrianti” e professioniste/i del “settore dell’intrattenimento personale”.

A questo link trovate un’interessante inchiesta della testata L.A. Times su un ex amministratore della città, Eric Fresh, conosciuto col nomignolo “Mago di OZ” e abituato a intascarsi qualcosa come sette milioni e mezzo di dollari all’anno dal 2005 al 2010…come avrà fatto??? Roba, appunto, da sceneggiatura hollywoodiana. Infine c’è il capitolo elezioni, praticamente inesistenti a Vernon, sempre gli stessi candidati e sempre gli stessi elettori. Facile costruire un impero del crimine con queste premesse.

 

Quali collegamenti con Vinci e True Detective? – Vinci è chiaramente più popolata di Vernon in termini di residenti, come abbiamo avuto modo di vedere negli episodi trasmessi finora, ma non ci sono dubbi che Pizzolatto si sia ispirato a Vernon per molti aspetti: il fatto che sia una città prevalentemente industriale fortemente influenzata dall’arrivo di numerosi lavoratori pendolari (peraltro non proprio sempre in regola!), l’estremo “feeling” tra la polizia e il sindaco, e così via. Ben Caspere, poi, potrebbe tranquillamente essere una versione fittizia del sopracitato Eric Fresh...insomma, punti di contatto ce ne sono, e neanche pochi!

 

 

 

L’appuntamento con il secondo capitolo della serie è ogni lunedì alle 21.10 (versione doppiata) e alle 22.10 (versione sottotitolata).