Tutto ha inizio con la dipartita di una famiglia di anatre. In fondo Tony si era affezionato a loro, gli piaceva gettare qualche briciola in piscina e osservare i piccoli impegnarsi per imparare a volare. In fondo Tony è un uomo sensibile. Forse anche troppo, specialmente considerando il “lavoro” che fa. Probabilmente non è proprio tagliato per quello. Ma cosa può farci? Lui è il figlio di uno dei più stimati criminali italoamericani del New Jersey, era inevitabile seguire le orme del padre. Se solo non gli venissero questi maledetti attacchi di panico…

 

Signore e signori, vi presentiamo il nuovo boss del giovedì sera di Sky Atlantic, Anthony John "Tony" Soprano. Ebbene sì, sul canale 110 dal 16 luglio andrà infatti in onda una delle pietre miliari della serialità contemporanea statunitense, la serie che ha cambiato il modo di scrivere di intere generazioni di autori, la miglior serie tv mai scritta secondo il sindacato degli sceneggiatori americani, l’autorevole Writers Guild of America.

 

A creare questo capolavoro composto da 86 episodi è David Chase, all’anagrafe Davide DeCesare, autore, regista e produttore. Inizialmente Chase vorrebbe scrivere un film su un boss che va in terapia a causa della sua complicata relazione con la madre, ma si rende conto che due ore non sono abbastanza per trattare un argomento così complesso, così adatta l’idea iniziale al formato seriale e finisce per creare un vero e proprio capolavoro. Il pilot viene girato nel 1997, e ci vogliono diversi mesi per convincere HBO a produrre una stagione completa. I Soprano è un prodotto rivoluzionario, dunque rischioso, infatti ci vogliono quasi due anni per la messa in onda della prima stagione, che debutta ufficialmente nel gennaio del 1999. 

 

Il resto è storia, ma anche oggi, dopo quindici anni dall’arrivo sugli schermi di Tony e soci, non è facile raccontare in poche parole una serie così complessa. “E’ la storia di un boss del New Jersey che soffre di attacchi di panico e va in terapia” è un po’ riduttivo. “E’ la storia di un boss del New Jersey che soffre di attacchi di panico e va in terapia e oltre a questo deve conciliare le sue due famiglie, quella affettiva e quella criminale” forse si avvicina un pochino di più. La verità, però, è che I Soprano è uno show così ricco di sfumature che per poterle cogliere tutte bisognerebbe guardarlo almeno un paio di volte.

 

Ma quindi cosa voleva fare precisamente Chase? “Volevo raccontare la storia di quest’uomo in particolare. Volevo raccontare una storia che riguardasse gli aspetti reali, concreti, la vita quotidiana di questi criminali, o quantomeno la visione che ho io della quotidianità di un boss della criminalità organizzata. Non si sparano addosso ogni giorno. Spesso addirittura non succede quasi niente. Si siedono attorno a un tavolo mangiando ziti al forno, facendo scommesse e tenendo conto di chi deve soldi a chi. La violenza, in fondo, esplode solo occasionalmente, anche se è sempre presente.” 

 

La storia di un quarantenne in crisi, per dirla in pochissime parole. E’ vero, Mr Soprano è un malavitoso, uno che se deve piantarti due pallottole nel petto te le pianta senza farsi troppi problemi, ma è anche un marito, un padre, un figlio. Tolto lo strato di cafonaggine e pistole, Tony è veramente un uomo comune, come ce ne sono milioni. Ha una moglie che tradisce da anni e con cui discute praticamente ogni giorno, ha due figli adolescenti che mettono a durissima prova la sua pazienza, ha avuto un padre che praticamente l’ha costretto a seguire i propri passi e non gli ha dato nessuna possibilità di scegliere, e soprattutto ha una madre con cui ha una relazione che definire complicata è un eufemismo. 

 

 

Che altro dire de I Soprano che non sia già stato detto? Contemporanea, ma già un classico, la serie di Chase è un’opera che ogni seriofilo che osa definirsi tale dovrebbe vedere, punto. Spendiamo solo due parole per il cast e per la scrittura, le due colonne portanti dello show. James Gandolfini (Tony) e Edie Falco (Carmela Soprano) non hanno certo bisogno di presentazioni, ma quello che colpisce sono le ottime performance di tutti gli interpreti, da quelle dei personaggi di supporto (Lorraine Bracco, Michael Imperioli, Tony Sirico, Dominic Chianese, Vincent Pastore, John Ventimiglia, Steve Schirripa, Drea de Matteo, Aida Turturro, Jamie-Lynn Sigler, Robert Iler, Nancy Marchand e Steven “Little Steve” Van Zandt, giusto per nominare quelli che non si poteva non nominare) a quelle delle numerosissime guest star e dei personaggi secondari. Per quanto riguarda la scrittura, Chase firma “solo” una trentina di episodi, ma la sua visione è chiara, unitaria, coerente. Tra gli sceneggiatori, poi, troviamo due nomi importanti: Terence Winter, che sarà produttore di Boardwalk Empire, e Matthew Weiner, il creatore di Mad Men.

 

L’appuntamento con I Soprano è ogni giovedì alle 21.10 a partire dal 16 luglio per molte, molte, molte settimane a venire. Non perdete un’occasione simile: non perdete lo show che ha proiettato la serialità televisiva nella sua nuova golden age.