Ho un forte sospetto: abbiamo il mondo che ci meritiamo.

 

E’ il detective Ray Velcoro - baffi, capello fluente non proprio pulitissimo, cravatta da cowboy, e un passato che gli è rimasto appiccicato addosso e che lo fa andare avanti a sigarette, birra e whisky - a pronunciare la frase-chiave della seconda stagione di True Detective, in onda ogni lunedì alle 21.10 in versione doppiata a partire dal 29 giugno e alle 22.10 in versione originale sottotitolata, in esclusiva su Sky Atlantic.

A interpretarlo è l’irlandese Colin Farrell: il suo è stato il primo nome a essere dato per certo per il secondo capitolo della serie creata da Nic Pizzolatto, e non è un caso che il suo personaggio sia forse quello di cui ci viene raccontato di più fin dal principio. Ecco cosa pensa di lui il suo interprete:





Ray è un detective della Polizia di Vinci, la super corrotta cittadina fittizia della Contea di Los Angeles in cui sono ambientate buona parte delle vicende della stagione. E' divorziato, ha un figlio (che ama e verso cui sente molta responsabilità, anche se non sempre si rapporta con lui nel modo giusto), e ha un debole per l’alcol, per il whisky in particolare, ma, come si vede nel primo episodio, non disdegna neanche la birra.

Come dice Farrell “a definire i personaggi sono le situazioni in cui si vengono a trovare, e Nic ha scritto delle scene veramente fantastiche, che rendono in maniera fisica il loro tormento emotivo”. E ancora, nello specifico su Ray: “c’è in lui questa dicotomia di base, è un personaggio complesso, ha dei fardelli emotivi non indifferenti, ma allo stesso tempo non cade nell’autocommiserazione”.

L’attore parla poi di Frank Semyon, a cui dà volto e corpo Vince Vaughn. Di lui dice: “si appoggia a Ray per raggiungere i propri obiettivi, lo usa per raccogliere informazioni e dritte sulle mosse della polizia. Le strade di Ray e Frank si incrociano a un certo punto della loro vita, in un momento difficile per entrambi, ma specialmente per Ray”.

E ancora, su Velcoro: “è estremamente solo, e Frank conosce benissimo questa situazione, ma nel corso degli anni [Semyon e Velcoro] hanno imparato a fidarsi l’uno dell’altro, e più la storia progredisce, più questa cosa diventa evidente”. Chiude con: “Ray è fermo in un eterno presente, il suo passato l’ha reso cieco, e non è in grado di vedere un futuro per se stesso”.

Insomma, un personaggio decisamente tragico, che ci catturerà e che sicuramente ci regalerà qualche perla. D’altronde, per lui “il giudizio è ben accetto”…


L’appuntamento con il secondo capitolo di True Detective è ogni lunedì alle 21.10 in versione doppiata a partire dal 29 giugno, e alle 22.10 in versione originale sottotitolata.