“Valar Morghulis”, dice  Jaqen H'ghar a Arya Stark in una delle scene più memorabili, “tutti gli uomini devono morire”. Potrebbe essere il vero motto de Il Trono di Spade, visto che la morte (insieme al sesso) è uno degli ingredienti principali della serie e della saga letteraria a cui è ispirata. E a ricordarcelo, alla vigilia dell'inizio della quinta stagione (in onda su Sky Atlantic da lunedì 13 aprile), è un'infografica interattiva realizzata dal quotidiano americano Washington Post che mette in fila e illustra tutti i 456 decessi visti finora sullo schermo. Come dire un buon antipasto per tutti quelli a cui assisteremo (c'è da dubitarne?) nei nuovi episodi della saga.

Uno per uno – Lo sforzo fatto dalla squadra della testata americana è impressionante. Ogni singolo personaggio che ha perso la vita è stato infatti illustrato, e di ciascuno sono riportate le circostanze del trapasso, la causa e l'eventuale assassino. Ci sono dunque le morti celebri, come quella di Khal Drogo, giustiziato per amore da Daenerys Targaryen con un cuscino nel decimo episodio della prima stagione. O quella di Robb Stark, che ha lasciato l'universo di Westeros nel nono episodio della terza stagione per opera di Roose Bolton durante il celeberrimo matrimonio rosso. O, ancora, la dipartita di Joffrey Baratheon, ucciso dal veleno propinatogli da Olenna Tyrell nel secondo episodio della quarta stagione.

E se tutti gli appassionati ricordano questi eventi, che dire delle dipartite minori? Tipo l'estremo saluto di Vardis Egen nel sesto episodio della prima stagione, ucciso da una spada in un combattimento per decidere la sorte di Tyrion Lannister. O quella di Billy (stagione 2, episodio 7), arso vivo da Theon Greyjoy. O, più difficile da rammentare, quella di un anonimo contadino giustiziato dal coltello di Sandor Clegane per alleviargli le sofferenze (è accaduto nella settima puntata della quarta stagione).

Ma l'avvertimento “Valar Morghulis” vale in fondo per tutti gli esseri viventi. E così l'infografica del Washington Post non si limita agli esseri umani. Basta scorrere le illustrazioni per trovare il decesso, nel primo episodio della seconda stagione, della meravigliosa giumenta regalata da Khal Drogo a Daenerys. Oppure quello di un cervo, ammazzato nel secondo episodio della quarta stagione da un meta-lupo. E c'è addirittura il piccione fatto fuori da Arya Stark con le sole mani ad Approdo del Re nel nono episodio della prima stagione. Insomma la morte, nella realtà come ne Il Trono di Spade, è molto democratica: colpisce tutti indistintamente.

Statistiche mortali – Trapasso dopo trapasso l'infografica racconta in un altro modo la saga del ghiaccio e del fuoco. E lungo il percorso offre anche un po' di statistiche in merito. Per esempio, ci fa notare che con 182 morti la quarta stagione è stata la più letale finora, mentre la prima (appena 56) quella più “tranquilla”. In particolare le stagioni dispari si sono rivelate finora meno cruente, mentre quelle pari hanno visto il conto delle vittime schizzare verso l'alto. Quanto ai luoghi dove si è ucciso, più spesso vince facile Approdo del Re: 117 le vittime registrate da quelle parti nelle prime quattro stagioni, seguito dalla Barriera con 74. Tra gli assassini, quello con più uccisioni sulla coscienza è Bronn (20 anime consegnate all'aldilà, finora) seguito da Sandor Clegane con 18. Ma siccome il Mastino è anche lui passato a miglior vita, Bronn, se vuole mantenere la leadership, dovrà guardarsi da Jon Snow che con 16 uccisioni è il più accreditato a insidiargli il posto di esecutore più temibile di Westeros.