Narra la leggenda che ci fu un tempo in cui tutti credevano a tutto.
Il suddetto tempo va dallo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1989 e arriva all’ultima ora del 1999.
Dieci anni tondi tondi che sono stati terreno fertile per semine di menzogne divertenti e non.
E il raccolto è stato abbondante per tutto il decennio.

Stiamo parlando del prodotto numero uno targato anni Novanta.
Non gli anfibi Dr. Martens, non le camicie a quadri di flanella, non il grunge e nemmeno i cosiddetti “ciucciotti” di plastica variopinta con cui ornare gli zaini Invicta: l’eccellenza alla quale ci riferiamo è tanto impalpabile quanto affascinante e si tratta delle leggende metropolitane.
Una sorta di branca simil-letteraria o, meglio, epica (dato che, come l’epos, viene tramandata oralmente, di bocca in bocca) che affonda le proprie radici nei ruggenti anni Ottanta per esplodere in tutta la sua magnificenza nel decennio appena successivo, quello appunto dei Nineties.
Godendoci il clima squisitamente anni Novanta che aleggia attorno al canale Sky Atlantic
1992 e aspettando con impazienza la serie-evento 1992, dal 24 Marzo su Sky Atlantic, ecco una selezione pregiatissima di leggende che hanno fatto la storia del folklore metropolitano.

Una fogna di lacrime di coccodrillo
La madre di tutte le leggende metropolitane non può non affondare le radici nel sottosuolo della metropoli per eccellenza: New York. Attorno al 1990 incominciò a circolare la diceria che nella fogna della Grande Mela circolassero enormi alligatori finiti lì a causa di sconsiderati turisti con il pallino dell’esotismo che si sono portati a casa come souvenir di viaggi tropicali dei teneri cucciolotti di coccodrillo. Ma appena questi amici a quattro zampe (e ben più zanne!) hanno incominciato a crescere rischiando di papparsi il nonno durante la ritirata mattutina, i padroncini li hanno incoscientemente abbandonati nell’autostrada più nascosta che ci sia: la fogna. Come? Semplice: gettandoli nel water e tirando lo sciacquone.

Figurine psichedeliche
La leggenda delle figurine da leccare intrise di LSD nacque negli Stati Uniti negli anni Ottanta ma fu importata in Italia soltanto verso la fine del decennio, esplodendo fragorosamente proprio negli anni Novanta. Ai tempi circolavano alcune figurine la cui colla solida era da leccare (come si faceva con i francobolli) e spesso questi gioiellini del progresso cartolibresco venivano distribuiti di fronte alle scuole elementari e medie. Ben presto l’allarmismo ebbe la meglio e le mamme incominciarono a mettere in guardia i propri figli: niente figurine da leccare perché sono condite con la droga! Davanti ad alcuni istituti iniziarono a essere dispensati volantini in cui s’informavano studenti e famiglie del grave pericolo. Si pensava che nelle figurine ci fosse l’acido lisergico per condurre inesorabilmente i bambini al mondo della droga. Una specie di campioncino gratuito distribuito dagli spacciatori. Come in profumeria, insomma.

Specchio specchio delle mie bravate
Forse la più celebre delle leggende è quella dell’uomo in cerca di avventure amorose che conosce una bellissima donna in un bar e se la porta a casa. Dopo una meravigliosa notte di sesso, alla mattina non troverà più la donna nel letto e in bagno leggerà l’agghiacciante scritta disegnata con il rossetto: “Benvenuto nel mondo dell’AIDS”.

Il rene rubato da Renée Zellweger
Ancora una volta è una bellissima donna la protagonista di questa menzogna che ha fatto da spauracchio a un’intera generazione. Bionda e bella come Renée Zellweger, questa diabolica lei si aggirava nelle discoteche, attaccava bottone con ragazzi giovani e visibilmente sani ai quali porgeva domande bizzarre del tipo: “Fumi? Assumi droghe?” Se le risposte erano negative, Renée partiva all’attacco e trascinava il malcapitato in un furgone appostato fuori dalla discoteca promettendogli del sesso epocale. In realtà la vittima rimaneva a bocca asciutta e non solo: alla mattina si risvegliava in un fosso con ancora la flebo nel braccio scoprendo un’enorme cicatrice nel proprio fianco. Renée si era intascata un suo rene per venderlo al mercato nero.

La musica vince su tutto, anche sulle multe
Gli anni Novanta hanno prodotto tantissimi compact disc non solo per cultori delle sette note e dell’alta fedeltà degli stereo ma anche per i cultori dell’alta velocità delle macchine…
Una bufala in voga in quegli anni, infatti, spingeva tanti creduloni ad appendere allo specchietto retrovisore e al lunotto posteriore della propria automobile un CD per evitare il laser della polizia. Si pensava infatti che la superficie riflettente del compact disc disturbasse gli autovelox.

La musica vince su tutto, tranne sulle leggende metropolitane
Un sottogenere a parte è quello in cui fiorirono tante panzane a tema musicale. Da Billy Corgan degli Smashing Pumpkins (che dicevano essere il bambino protagonista del telefilm Super Vicky) alla povera Linda Perry dei 4 Non Blondes (che volevano morta in un incidente aereo ma che è tutt’ora viva e vegeta nonché produttrice e autrice di cantanti come Pink, Christina Aguilera e Gwen Stefani), sul pentagramma si sono scritte pagine e pagine di leggende non solo del Rock, ma anche metropolitane!