di Linda Avolio
 
 
 
Signore e Signori, bentornati a Washington. Quest’anno, poi, sarete addirittura ospiti della Casa Bianca, cosa volete di più? Cari fan di House of Cards, il momento è finalmente arrivato: dopo la (gustosissima) anteprima del 27 febbraio, arriva ufficialmente su Sky Atlantic la terza stagione della serie ispirata alla trilogia letteraria firmata da Lord Michael Dobbs e adattata dall’autore e sceneggiatore Beau Willimon per Netflix.

Si torna a Washington, dicevamo, ma niente è come prima. Anzitutto perché sono trascorsi alcuni mesi (più o meno sei) tra la fine del Capitolo 26 (l’ultimo episodio della season 2) e l’inizio del Capitolo 27 (il primo episodio della season 3), dunque di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Dopo essersi insediato nell’Ufficio Ovale, il Presidente Underwood si è infatti rimboccato le maniche, e lo ritroviamo impegnato a portare alla luce una riforma epocale, un nuovo New Deal: un jobs act – conosciuto nella nostra lingua madre come “riforma del lavoro” – davvero mastodontico, dall’impegnativo nome America Works (l’America lavora, ma anche l’America funziona).

Riuscirà Frank – che, tra l’altro, non è molto amato dall’opinione pubblica ed è fortemente ostacolato in Parlamento sia dai repubblicani sia dai democratici – a portare a casa una vittoria così importante? Ma soprattutto: quante teste dovranno cadere affinché ciò accada? E’ vero, Tusk e Walker sono ormai archiviati, ma ci sono sempre nuovi nemici all’orizzonte, specialmente se il tuo cognome è Underwood. Se poi tra questi nemici c’è anche il Presidente della Federazione Russa, forse è proprio il caso di pensare a un piano di difesa. O al contrattacco, che è più in stile Francis.

Claire, intanto, dopo i primi mesi da First Lady si è resa conto che vuole di più, molto di più. Vuole diventare ambasciatrice degli Stati Uniti d’America alle Nazioni Unite. Solo che non si capisce bene se Frank sia d’accordo o meno, cosa da non sottovalutare. Se poi ripensiamo al teaser trailer rilasciato da Netflix un paio di settimane fa che faceva chiaramente presagire problemi in casa Underwood…beh, possiamo veramente aspettarci di tutto se i coniugi più spietati del piccolo schermo decideranno di darsi battaglia.

C’è poi una domanda pressante: Doug è vivo o morto?? Chi ha già visto i primi due episodi in anteprima conosce la risposta, chi non li ha visti lo scoprirà a breve, e in ogni caso resterà sorpreso da quello che vedrà.

Chiudiamo con un video piuttosto interessante – intitolato TRACES - The Full Quartet – che è stato rilasciato da Netflix sul suo canale ufficiale di YouTube. A firmare la sceneggiatura è Beau Willimon, creatore della serie, dietro la macchina da presa troviamo Robin Wright, mentre la musica è firmata da Jeff Beal, autore della colonna sonora di HOC.




Come interpretare questi due minuti e mezzo? Per scoprirlo non dovete fare altro che sintonizzarvi su Sky Atlantic ogni mercoledì alle 21.10 a partire dal 4 marzo.