Dal 17 febbraio su Sky Atlantic è in onda The Honourable Woman, l’avvincente miniserie inglese che ha conquistato pubblico e critica oltremanica e oltreoceano con protagonista l’americana Maggie Gyllenhaal, che per il ruolo di Nessa Stein si è portata a casa il premio come Miglior Attrice in una Miniserie agli ultimi Golden Globe Awards.

The Honourable Woman colpisce fin da subito, ma è comunque un prodotto complesso, impegnativo, è una serie che va seguita attentamente, non permette di “spegnere il cervello”, e la cosa potrebbe scoraggiare qualche spettatore. Ecco, non cadete in questo errore, perché rischiereste di perdervi una delle miniserie britanniche più belle degli ultimi anni: ecco 5 motivi per sintonizzarsi su Sky Atlantic il martedì sera alle 21.10.

• Maggie Gyllenhaal. Inutile, girarci attorno, The Honourable Woman E’ Maggie Gyllenhaal. L’attrice si è calata anima e corpo nei panni della tormentata protagonista della miniserie, e i risultati si vedono. Quello di Nessa è un personaggio complesso, sfaccettato, a volte addirittura contraddittorio. Sicura di sé, ma allo stesso tempo fragile, assertiva, ma allo stesso tempo piena di dubbi riguardo se stessa, segnata a vita da qualcosa accaduto nel passato, costretta a reprimere un sentimento che vorrebbe gridare a pieni polmoni, Nessa è una donna a cui la vita non ha fatto sconti, è una donna che in certe occasioni ha dovuto subire le conseguenze di alcune scelte sbagliate fatte da altre persone, ma è anche una donna che non ha nessuna intenzione di arrendersi.

• Il resto del cast. Gyllenhaal spicca, ma il cast nell’insieme è di altissimo livello. Ci riferiamo in particolare al nordirlandese Stephen Rea, che interpreta l’agente dell’MI6 Sir Hugh Hayden-Hoyle, all’inglese Janet McTeer, che interpreta il capo dell’MI6, a Igal Naor, che interpreta Shlomo Zahary, e a Lubna Azabal, che interpreta Atika Halibi. Teneteli d'occhio.

• La scrittura. A firmare la sceneggiatura, la regia e la produzione è il gallese Hugo Blick. Che da noi è praticamente uno sconosciuto, ma nel Regno Unito è un nome piuttosto importante. Blick, infatti, è sceneggiatore, regista, produttore e attore. Insomma, è un autore che ha la capacità di avere una visione d’insieme, e la cosa in The Honourable Woman si nota decisamente. I dialoghi, il ritmo della narrazione, le inquadrature: ogni cosa è al posto giusto al momento giusto.

• E’ un thriller “caldo”, è una spy story piena di intrighi e sotterfugi, ma i servizi segreti, per quanto presenti, non sono mai in primo piano. E’ vero, c’è il mistero, c’è la sottotrama da political drama, ma sono i sentimenti a farla da padrone. La disperazione di Nessa, la frustrazione di Ephra, la paranoia di Rachel, la rabbia di Atika, l’orgoglio di Shlomo, l’ostinazione di Hugh, l’ambizione sfrenata di Monica, il cinismo di Julia: ogni personaggio è spinto da qualcosa di incontrollabile, qualcosa di profondamente radicato dentro di sé. Qualcosa a cui non può sfuggire.

• La potenza della storia. Amore, odio, guerra, rimpianto, sensi di colpa, orgoglio, segreti che non devono essere svelati: la miniserie riesce a toccare e a far vibrare corde molto profonde, a livello emotivo capiamo benissimo cosa spinge Nessa e gli altri ad agire. L’eterno e probabilmente insanabile conflitto tra israeliani e palestinesi tutto sommato corre in sottofondo, il dramma è più umano che politico, ma è innegabile che le storie personali dei personaggi sono inserite in una cornice di ampio respiro che si riallaccia a un passato che continua ad avere ripercussioni nel presente, e davanti al quale non si può restare indifferenti.


L’appuntamento con The Honourable Woman è ogni martedì alle 21.10, solo su Sky Atlantic.