Jamie Dornan. Se aveste digitato queste due parole su qualsiasi motore di ricerca solo due anni fa non avreste trovato molto. Certo, è stato fidanzato con Keira Knightley, ha interpretato il conte di Fersen nel film Maria Antonietta di Sofia Coppola, ed è stato tra i protagonisti della prima, fortunata stagione di C’era una volta, ma ancora due anni fa era semi-sconosciuto al grande pubblico, nonostante la sua presenza in alcune pubblicità di un noto marchio d’abbigliamento.



Poi, però, è arrivata la conferma della sua partecipazione al film Cinquanta sfumature di grigio. E la sua carriera è esplosa.



Grazie Christian Grey, dunque. L’attore irlandese, classe 1982, ha visto cambiare la sua vita da un giorno all’altro, e se è vero che le aspettative nei confronti della pellicola tratta dal primo volume della discussa trilogia firmata da E. L. James sono molto alte, è anche vero che vestire i panni di Mr. Grey – o meglio, toglierseli, in questo caso! – ha portato a Dornan un’ondata di notorietà davvero esplosiva, e siamo sicuri che il film sarà un successo al botteghino.

Non si vive di solo cinema, però. Così, nel 2013, il bel Jamie è tra i protagonista della serie The Fall insieme a Gillian Anderson, una veterana del piccolo schermo.



In The Fall, Dornan veste gli ancora più controversi panni di Paul Spector, di giorno padre di famiglia, marito amorevole e consulente per persone che devono affrontare traumi o lutti, di notte serial killer che terrorizza Belfast. Anzi, le donne di Belfast, specialmente se sono brune, dai lunghi capelli, e in carriera. Spector è dotato di un’intelligenza superiore alla media, infatti finora ha agito praticamente indisturbato, e all’arrivo in città del Detective Sovrintendente Stella Gibson (Anderson), è chiaro fin da subito che la partita che sta per giocarsi sarà lunga e impegnativa. E senza esclusione di colpi.

A proposito di Paul Spector, ecco cos’ha dichiarato Jamie Dornan in numerose interviste: E' stato molto difficile, lo è tutt’ora, specialmente le scene in cui [Paul] attacca le sue vittime e le strangola. A ogni “stop” del regista continuavo a chiedere scusa alla mia collega, sono stato davvero male. […] Stare in quello stato mentale non è una cosa che riesco a fare. Alcuni colleghi preferiscono restare nel personaggio per tutto il tempo delle riprese, anche durante le pause, io invece non vedo l’ora di scrollarmi di dosso Paul e la sua oscurità. Però ricordo che quando mi dissero che avevo ottenuto la parte sono stato contento come non mai!