Su Sky Atlantic domenica 5 ottobre dlle 17.00 ci sarà la maratona di Fleming – Essere James Bond, che narra le avventure dell’inventore dell’agente 007 durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Un racconto ricco d’azione e colpi di scena, ma anche utile per capire come avvenne la genesi del personaggio di James Bond, molto più simile al suo creatore di quanto si possa pensare. Andiamo dunque a conoscere un po’ più a fondo la miniserie e il suo protagonista lettera dopo lettera.

A come Ann O’Neill, il grande amore di Ian, che nella miniserie è interpretata dall’attrice inglese Lara Pulver. Che dire di Ann? Che è una che sa davvero come farsi desiderare!

B come Bond, il famosissimo personaggio creato da Fleming e in parte ispirato alla vita dello scrittore.

C come Cocktail. Ci riferiamo ovviamente al Martini, il cocktail preferito di Fleming e della sua creatura, come ben sanno i fan di Bond.

D come Dominic Cooper, l’interprete di Ian nella miniserie. Classe 1978, sguardo magnetico e faccia da schiaffi, l’attore inglese è praticamente perfetto nel riunire le contraddizioni e le sfaccettture di un personaggio così ricco e intrigante.

E come Epoca. Il periodo storico coperto da Fleming – Essere James Bond va dagli ultimi anni Trenta ai primi anni Cinquanta del Novecento, un'epoca tanto affascinante per lo stile quanto tragica per il conflitto mondiale l’ha attraversata.

F come Fleming, il protagonista della miniserie. Che, a quanto pare, ha avuto una vita piuttosto avventurosa, alla quale si è ispirato per creare le storie dell’agente 007.

G come Godfrey. L’ammiraglio, che nella serie è interpretato da Samuel West, rappresenta la figura di riferimento di Ian, infatti è proprio lui a rendersi conto delle potenzialità di Fleming.

H come Hotel. Perché era nei saloni degli alberghi più lussuosi che si faceva la vera vita sociale, e Ian pare fosse un grande frequentatore di posti considerati IN all’epoca.

I come Intelligence della Marina Militare Britannica. E’ in questo ramo dell’esercito che Ian viene praticamente costretto ad arruolarsi, ed è proprio grazie a questo passaggio un po’ movimentato che diventerà il creatore di James Bond, perché fu durante quegli anni che visse alcune esperienze molto significative.

L come Londra. Il setting principale della miniserie, infatti, è proprio la capitale del Regno Unito. Le riprese, però, si sono svolte tra l’Inghilterra e l’Ungheria, precisamente Budapest.

M come Muriel Wright, colei a cui Fleming si ispirò per la creazione delle Bond Girl. Nella miniserie, la dolce e sfortunata Muriel è interpretata Annabelle Wallis, già vista nella terza stagione de I Tudors e in Pan Am.

N come Nazisti, gli acerrimi nemici di Ian e degli Alleati, nonché i villain della miniserie.

P come Peter, il fratello maggiore di Ian. Senza ombra di dubbio il figlio prediletto della madre Evelyn, che per lui ha solo parole d’elogio e ammirazione. C’è però da dire che Peter, a differenza del fratello minore, era un vero gentleman, affidabile e con la testa sulle spalle.

Q come Quotidianità. Un concetto che il giovane Ian semplicemente disprezza.

R come Romanzi. In totale Fleming ne scrisse dodici, più due raccolte di racconti, ovviamente tutti con protagonista l'agente segreto James Bond, tradotti e pubblicati per la prima volta in Italia sotto vari titoli dalla casa editrice Garzanti.

S come Spionaggio. Di fatto, il servizio di intelligence della Marina Militare Britannica si occupava anche di spionaggio e controspionaggio, ed ecco spiegata la genesi di Bond.

T come Tabacco. Perché Ian Fleming era un vero e proprio chain smoker. Con classe, però!

U come Ufficiale Monday, la spalla (comica) di Fleming nella miniserie. A interpretare il personaggio è l’inglese Anna Chancellor, già vista in …beh, date un occhio al suo chilometrico curriculum su IMDB.com, sicuramente l’avrete già vista da qualche parte!

V come Volontà. Scarso come studente, pessimo come agente di cambio, eppure Ian è una vera e propria forza della natura con le donzelle e come ufficiale dell’intelligence, e di sicuro quello che non gli manca è la forza di volontà.

Z come Zavorre Interiori. Ian è sempre stato considerato dalla madre la pecora nera della famiglia, e la cosa sicuramente ha contribuito a formare il suo carattere al punto da autodefinirsi, in una battuta del primo episodio, “il Fleming sfigato”. La vita, però, è imprevedibile, e sappiamo tutti molto bene com’è andata a finire: dopo il successo ottenuto dagli adattamenti cinematografici dei suoi romanzi, l'autore inglese fu infatti grandemente rivalutato, e oggi rappresenta uno dei più significativi scrittori britannici del Novecento.