Non che qualcuno avesse dubbi a riguardo, ma dopo l’ottimo debutto del 4 agosto sul canale Sky Atlantic britannico, ora è possibile affermare ufficialmente che Gomorra – La serie, ribattezzata Gomorrah per il mercato estero, è un successo anche oltremanica.
E il Regno Unito è solo l’inizio, perché la Gomorrah-mania, ne siamo certi, si diffonderà a macchia d’olio in tutto il mondo, mostrando che anche in Italia siamo in grado di produrre serie televisive capaci di competere sul mercato internazionale.

I primi due episodi, andati in onda in versione sottotitolata, hanno generato numerosi commenti da parte della stampa estera, che ha sottolineato l'eccellenza della serie italiana: per il Guardian «Gomorrah non è distante dalla Baltimora del superlativo The Wire o dalla Brooklyn di Quei bravi ragazzi di Scorsese», mentre il Daily Telegraph sottolinea l'iperrealismo di Gomorra precisando che  «Per quanti pensano all’Italia e al suo romanticismo, questo è un altro effervescente antidoto».

Per l'Independent il paragone più azzeccato è quello con i film di Tarantino: «Il nostro eroe Ciro (Marco D’Amore) e il suo mentore nel crimine Attilio sono gangster alla maniera di Tarantino, a cui piace mettere il becco su tutto e tutti». L’eco di Gomorra arriva anche in Germania, sul Der Spiegel, che opta per un titolo potente ed emblematico: «Dimenticate i Sopranos, ecco i Savastanos», riferendosi alla fortunata serie con protagonista il compianto James Gandolfini.

Anche su Twitter il successo di #Gomorrah è tangibile: «Una delle migliori serie crime è in tv adesso», twittava ieri sera Robin Jarossi del Daily Mail, mentre Bim Adewunmi del Guardian confessa «Ho amato maledettamente Gomorrah». La scrittrice Anna Whitwham invece analizza: «Poco romanticismo, e la violenza non è stata edulcorata», e poi c’è anche il tweet di Marco D’Amore, AKA Ciro di Marzio «Soddisfazioni oltre i confini dello stivale».